Anello del PASSO DEGLI SCALINI e RIFUGIO CORSI da SELLA NEVEA

22/08/2024 – Splendida escursione ad anello, molto panoramica, che attraversa in quota le pendici della parte più orientale della catena del Montasio, portandosi sino nello spettacolare anfiteatro del versante sud dello Jôf Fuart, dove si trova il Rifugio Guido Corsi, da diversi anni ormai chiuso in attesa di ristrutturazione. Il percorso avviene per la maggior parte su sentieri CAI, sempre ben tracciati ed adeguatamente segnalati. Il sentiero CAI 625 – che si segue sino al Rifugio Corsi – non presenta difficoltà particolari, ma richiede attenzione nei tornantini sul versante nord del Passo degli Scalini, in presenza di discreta esposizione. Il CAI 628a (Sentiero dei Tedeschi), utilizzato per la discesa dal Rifugio Corsi a Malga Grantagar, è invece classificabile EE. E’ eventualmente evitabile utilizzando il più facile CAI 628, che si prende prima di arrivare alla c.d. Parete delle Gocce. Per la discesa da Malga Grantagar alla Strada Provinciale 76, abbiamo provato un nuovo spezzone del sentiero CAI 628, recentemente realizzato e tabellato, e poi abbiamo proseguito sulla strada di servizio alla malga. Per la risalita finale a Sella Nevea siamo riusciti a minimizzare la percorrenza su asfalto grazie a piste forestali. L’escursione riveste interesse anche dal punto di vista storico, in quanto sul percorso si trovano numerose testimonianze (ruderi di casermette, trincee e gallerie) relative alla Grande Guerra: qui correvano le prime linee, con esercito italiano schierato sulla catena del Montasio sino al Passo degli Scalini ed austroungarico sulle Cime Castrein, Jôf Fuart e Findenegg Hütte (Rifugio Corsi). Anello percorso in senso orario.

Raggiunta la località turistica di Sella Nevea, si lascia l’auto nell’ampio spiazzo nelle vicinanze delle ex caserme di GdF ed alpini, alla base della vecchia pista slalom (quota m. 1170 circa). Inizialmente si sale dritti tenendosi sul sassoso bordo destro della pista, sino a che il tracciato devia a destra nel bosco, intercettando immediatamente la strada di servizio a Malga Cregnedul, inizialmente cementata. Dopo due tornanti e qualche curva, un cartello invita ad abbandonare la strada per salire a sinistra sul sentiero CAI 625; il primo tratto presenta alcune deviazioni rispetto al tracciato originario a causa schianti, poi il sentiero riprende con più regolarità e sale nel bosco sino a riportarsi sulla strada, che attraversa in tre punti; l’ultimo attraversamento avviene all’altezza di Malga Cregnedul di Sopra (chiusa in quanto interessata da lavori di ristrutturazione non ancora terminati). Si prosegue in salita tra gli alberi e si lascia a sinistra una diramazione segnalata che scende a casera Cregnedul, uscendo infine dal bosco. Nei pressi di alcuni ruderi, la mulattiera piega decisamente a destra lungo il versante sud della Plagnota; dopo altri ruderi bellici, la via scavalla la dorsale e prosegue con un lungo e panoramico traverso di avvicinamento al Passo degli Scalini, su pendii prevalentemente erbosi, traverso al quale fa seguito una breve e ripida salita finale tramite alcuni tornantini. Sul Passo (m. 2022 e massima quota del nostro giro – 2.00 h dalla partenza, soste escluse) è stata posta una bella croce e, sull’altro lato, il filo della dorsale è percorso da una trincea, ancora ben visibile. Sull’altro versante del Passo lo scenario cambia nuovamente, al verde dei pendii fioriti si sostituisce il bianco delle rocce e delle torri del gruppo dello Jôf Fuart, in uno scenario estremamente suggestivo. Con attenzione ci si cala tramite alcuni tornantini sul versante opposto, inizialmente esposto, poi il sentiero prosegue più tranquillo, traversando in leggera discesa l’anfiteatro detritico alle pendici del Monte Cregnedul, Lavinal dell’Orso (bivio) e Cime Castrein, portandosi alla base della nerastra e umida Parete delle Gocce; qui si trova anche il bivio con il sentiero CAI 628 che scende a Malga Grantagar, eventuale alternativa di discesa. Oltrepassata su un cengione la Parete delle Gocce, sulla parete di sinistra numerose feritoie indicano la presenza di una galleria di guerra austriaca, eventualmente visitabile con brevissima deviazione (sentierino). Aggirato anche l’aguzzo Ago di Villaco, si scende in breve verso il ripiano del Rifugio Corsi (m. 1874 – 2.45 h). In attesa della ristrutturazione, dietro al fabbricato principale si trova un piccolo bivacco di emergenza, con 6 brande a castello + altri 2 posti letto nel minuscolo sottotetto. Per la discesa abbiamo utilizzato il CAI 628a, che si avvia dal lato destro (sudest) del Rifugio. La difficoltà del sentiero è EE, in presenza di due brevi passaggi agevolati ed assicurati da funi metalliche, un piccolo salto che richiede l’uso delle mani e alcuni metri su una cengia esile, ma ben assicurata per tutta la sua lunghezza da un robusto cavo. Oltre questo punto non vi sono più grosse difficoltà e il sentiero, dopo aver guadato facilmente due rii, sbuca sul pascolo di Malga Grantagar (m. 1530 – 3.30 h), poco sotto la casera. Nella malga è attivo un accogliente agriturismo con possibilità di ristoro, pernotto, e vendita di prodotti caseari (sperimentati formaggio e ricotta, molto buoni!!!). Scesi sulla strada di servizio sino al margine del bosco, un nuovissimo cartello CAI con il segnavia 628 invita a lasciare la carrozzabile e a seguire il nuovo sentiero che, con percorso molto piacevole nel bosco, corre parallelo alla strada, ma tenendosi ben più alto di questa, nei pressi della dorsale. Con un ultimo tratto in ripida discesa, il sentiero cala rapidamente sulla pista sottostante, sulla quale esce a quota 1300m circa, poco prima dell’inizio dei tornanti; la ripresa del sentiero dall’altro lato della strada non è consigliabile, in quanto lo stesso si perde a causa di uno schianto di grosse dimensioni. Conviene quindi proseguire per la strada che, con monotono percorso a tornanti e pendenza regolare, ci porta sulla strada provinciale 76 Cave del Predil – Sella Nevea, in corrispondenza della lapide in memoria dei 29 caduti dello scoppio della polveriera di Prat dall’Ors, il 7 maggio del 1945 (m. 1019 – 4.30 h). All’ultimo tornante, da segnalare uno storico cippo confinario tra la Repubblica di Venezia e l’Impero d’Austria, posto sopra un masso erratico. Giunti sulla strada provinciale, si gira a destra e la si percorre per circa 500 metri; passato il ponte sul Rio Grantagar e rientrati nel Comune di Chiusaforte, si gira a sinistra, prendendo una larga pista forestale di recente realizzazione, che corre inizialmente parallela alla strada; ignorando alcune diramazioni a destra che riportano sulla provinciale, si continua lungamente sulla pista con pendenza crescente, sino a che questa non si ricongiunge alla strada sulla Sella di Nevea (m. 1190, uscita sentiero CAI 637 proveniente da Sella Robon); per evitare anche l’ultimo pezzo su asfalto, conviene attraversare la strada e, tramite sentierino di pochi metri, scendere sul percorso ad anello del Camet, che si segue a sinistra; oltrepassato il grande masso erratico del Camet (palestra di roccia) e i due bacini artificiali, si giunge in breve al punto di partenza dell’escursione (5.15/5.30 h).

Carta Tabacco 019, Sentieri CAI 625, 628a e 628, piste forestali, Dislivello 1120 m, Lunghezza 16,2 km, tempo indicativo 5.15/5.30 h (escluse soste), Difficoltà EE, Altitudine min 1019 m (uscita sulla SP 76), max 2022 m (Passo degli Scalini).

Album fotografico

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Aggiornamento 2025 – Il 19/08/2025 siamo saliti fino al passo degli Scalini, partendo da Sella Nevea, seguendo lo stesso percorso di salita del 2024. Dal passo siamo ridiscesi a sella Nevea ripercorrendo a ritroso la stessa via di salita, con piccola deviazione per visitare la casera Cregnedul di sopra (chiusa, lavori non ancora terminati). Sentieri in ordine. Dislivello 830 m, Lunghezza 9,6 km, tempo indicativo 4 h (escluse soste; 2.20 per salire e 1.40 per scendere), Difficoltà E, Altitudine min 1195 m (partenza dal parcheggio Sella Nevea), max 2022 m (Passo degli Scalini).

Album fotografico 19/8/2025

28/12/2025 – ripetuta l’escursione del 19/8/2025 in versione invernale, con innevamento ancora discontinuo, che non ha creato particolari problemi. In caso di spessore della neve più consistente, è necessaria un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso e del correlato pericolo di valanghe, che può essere particolarmente elevato nel vallone di Casera Cregnedul e nel lungo traverso che sale al Passo. In ogni caso, in condizioni invernali la prosecuzione dell’escursione verso il Rifugio Corsi e Malga Grantagar richiede esperienza ed attrezzatura adeguate.

Album fotografico 28/12/2025

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