07/12/2024 – I monti Cjastilirs e Zouf sono cime minori della Val d’Incarojo e sono raggiungibili dall’abitato di Dierico tramite un percorso ad anello, che abbiamo scelto di percorrere in senso antiorario; entrambi presentano cime immerse nella vegetazione e risultano scarsamente panoramici, così come l’intero percorso, che si sviluppa quasi interamente nel bosco ed offre visuali limitate alla radura del Rifugio Chianeipade (bella vista sul Sernio), a quella di Zouf di Là e ai prati sopra le case del piccolo borgo di Faul.
L’escursione si svolge in buona parte su strade e piste forestali, per lo più senza segnavia CAI (solo per il tratto dal Rifugio Chianeipade a Zouf di Là si segue il CAI 438); le difficoltà maggiori sono concentrate nella parte iniziale del sentiero che da Zouf di Là traversa il versante sud del Monte Zouf, su traccia stretta, erosa e su terreno dirupato (EE). Inoltre, gli ultimi tratti per raggiungere le due cime avvengono liberamente nel bosco, in presenza di tracce discontinue e non evidenti.
Lasciata l’auto nel parcheggio di Dierico nei pressi di Via della Scuola, ci si incammina in salita tra le viuzze del paese per raggiungerne la parte alta. Ad un incrocio con cartello CAI, si ignora l’indicazione a destra per il sentiero CAI 434 per Forca Griffon, proseguendo dritti. Raggiunte le ultime case ed oltrepassato un piccolo parcheggio, una scalinata sulla destra porta sulla stradina asfaltata che sale verso il borgo di Faul. Si continua a destra sulla strada e, dopo aver oltrepassato un’ancona e un edificio del CAFC, si perviene al bivio principale dell’anello: tralasciando la stradina che sale a sinistra (e dalla quale scenderemo al ritorno), si procede invece ancora per un buon tratto sulla strada principale, che va lasciata in corrispondenza di un’ansa, per prendere a sinistra in salita una stradina lastricata. La pista sale nel bosco con andamento tortuoso e pendenza sempre tranquilla, sino a raggiungere la piccola radura di Plan da Baree, dove troviamo un ricovero in legno (aperto), fontana, tavolo e panche. La strada procede portandosi sul versante sud del Monte Cjastilirs; per raggiungere la cima è necessario proseguire ancora per un tratto verso nord, quindi abbandonare la strada salendo a sinistra liberamente nel bosco; giunti in prossimità del crinale, si individua una debole traccia che, tenendosi sul filo di cresta (attenzione al versante nord, franoso e dirupato!) porta in breve sulla piccola cima del Monte Cjastilirs (m. 1210 – 1.30 ore dalla partenza, soste escluse), scarsamente panoramica a causa della vegetazione. Ritornati sulla strada, si prosegue sino ad intercettare il segnavia CAI 438 (cartello). Qui ci teniamo a destra, raggiungendo in breve l’accogliente Ricovero Forestale Chianeipade (m. 1248 – 2.00 ore), situato in una ampia e soleggiata radura, con panorama aperto verso il Sernio e punto di sosta ideale. Il vano inferiore del ricovero è aperto e fruibile, nei pressi si trovano tavoli e panche, in parte al riparo di un’ampia tettoia. Tornati sui nostri passi sino al bivio, proseguiamo dritti sulla stradina, seguendo il segnavia CAI 438. Per bypassare un tornante, completamente franato, è necessario tagliarlo scendendo liberamento nel bosco. La strada costeggia per un breve tratto il margine del grande circo franoso del Cjastilirs e poi si porta sopra la radura di Zouf di Là; si prosegue ancora brevemente sulla strada, che va lasciata per prendere una vecchia pista forestale, ormai poco marcata, che sale a sinistra; dove la pista inizia a scendere, la si abbandona per salire a destra direttamente nel bosco; raggiunto il ripiano sommitale del Monte Zouf, si continua lungo una debole traccia che costeggia il margine meridionale del ripiano e, in moderata salita ed oltrepassando qualche piccolo schianto, raggiunge la cima (m. 1248 – 2.45 ore), totalmente immersa nella vegetazione, con una rustica croce di legno e vasetto di vetro con notes per firme (scarsissime). Per la stessa via di salita, si ritorna a Zouf di Là. Scesi al margine inferiore della radura, si individua il sentiero, che si porta sul fianco meridionale del Monte Zouf; la traccia – non segnalata – inizialmente è ampia, ma ben presto si restringe sensibilmente e inizia a presentare alcuni tratti rovinati e incerti in traverso su pendii molto ripidi; oltrepassato in alto un primo canalone, la traccia scende bruscamente e ripidamente sull’aereo crinale che separa i due canaloni; si porta quindi a destra, per attraversare il secondo canalone, con alcuni passaggi delicati su terreno franoso ed eroso; ancora un breve pezzo in discesa e si raggiunge nuovamente il bosco, dove terminano le difficoltà: il sentiero si allarga nuovamente, facendosi presto ampia mulattiera che scende lungamente tra gli alberi con gradevolissima pendenza, compie un’ampia ansa e poi sbuca sui prati sopra le case di Faul, scendendo verso la strada asfaltata, dove si chiude l’anello. Da questo punto il rientro a Dierico avviene per la stessa via di salita.
Carta Tabacco 018, strade, piste forestali e tracce senza segnavia, alcuni tratti liberamente nel bosco, segnavia CAI 438. Dislivello 800 m, Lunghezza 12,5 km, tempo indicativo 4.30 h (escluse soste), Difficoltà EE. Altitudine min 670 m circa (park Dierico), max 1248 (Monte Zouf e Ricovero Chianeipade).
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