19/01/2025 – Breve, ma gratificante escursione da mezza giornata, che consente di toccare i principali stavoli posti sul versante sud-est dell’Amariana, alcuni ormai in stato di abbandono, ma altri ben tenuti ed ospitali. Particolarmente interessante, sia per la storia del luogo (raccontata in un pannello sul muro dello stavolo), che per la splendida posizione panoramica sul fondovalle, risulta la visita agli stavoli di Mariane di Sot, già di proprietà della famiglia Zanella (Tommaso Zanella, padre di Antonio, l’ ”Ors di Pani”) ed ora passati alle discendenti, le tre sorelle Marisa, Manuela e Loretta Pavona, che li curano con amore e che a partire dalla prossima primavera (indicativamente maggio/giugno) intendono aprire un rifugio, con possibilità di ristoro e pernotto (aggiornamento giugno 2025: il rifugio è stato inaugurato il 7 giugno, con il nome di Rifugio Colò, aggiornamenti in calce alla pagina) . Anche la mulattiera di accesso agli stavoli, ben tenuta, a tratti gradinata e con i principali punti di interesse segnalati da cartelli, è testimonianza della cura per il territorio e della custodia della memoria da parte delle persone del posto.
Come premesso, il giro è molto breve e richiede poco più di due ore (ideale per impegnare una mezza giornata), ma, giunti agli stavoli Vallaconin, si può allungare proseguendo sul sentiero CAI 415 sino al Monte Forcella e al Ricovero Forcella. Il percorso si svolge in buona parte su comodo sentiero con segnavia CAI; da Amariana di Sotto ad Amariana di Sopra e Vallaconin su traccia non segnalata e che scompare nei prati (richiesta un minimo di autonomia di orientamento).
Provenendo dalla S.S. Pontebbana e passato il Fella sul Ponte di Carnia, si prende la prima stradina a destra in direzione di Campiolo; la strada passa due volte sotto il tracciato autostradale, quindi attraversa tramite un largo ponte il Rio Favarinis; subito dopo il ponte, sulla destra, c’è un’ampia piazzola dove si può comodamente parcheggiare. L’avvio del sentiero, evidente e ben segnalato, si trova proprio alla fine del ponte. La mulattiera inizia ad alzarsi nel bosco a svolte, passa sotto l’elettrodotto e poi giunge al caratteristico passaggio della “Scjalute”, tra grandi massi. Mentre il brusio dell’autostrada si attenua progressivamente, durante la salita si incontra una piccola ancona incastonata nella roccia (La “Polse dal Signôr”) e poi si sbuca nella minuscola radura con i ruderi di Stavolo Nole (0.25 h dalla partenza – discreto scorcio panoramico, con ampia panca). Si continua in salita senza difficoltà nel bosco, sino a giungere al bivio principale del nostro anello; seguendo il cartello di benvenuto, noi ci teniamo a sinistra su un vialetto, che porta in breve ai prati e agli Stavoli di Mariane di Sot (0.45 h), dove troviamo una bella fontana e un terrazzo con splendida vista verso il fondovalle. Il giro prosegue salendo dritti nel prato dietro agli stavoli, mirando ad un manufatto di cemento, oltre il quale il sentiero – non segnalato – si fa nuovamente evidente. Inizialmente la traccia traversa versanti piuttosto scoscesi (un punto un po’ eroso e leggermente esposto) poi, attraversato un rio e prima di uno schianto, riprende a salire a svolte in modo più deciso nel bosco, sino a sbucare nei prati dello Stavolo di Buset (Amariana di Sopra), ormai in rovina. Ci si porta dietro allo stavolo e si inizia a traversare i prati salendo obliquamente verso destra (est), mirando ai primi pini. Rientrati nel bosco, la traccia ricompare e prosegue in leggera salita sino a uscire sui prati di Vallaconin. Si risale il prato mirando alla staccionata del laghetto, dove si ritrova il sentiero CAI. Dal laghetto, in pochi minuti e senza particolari difficoltà se non la ripidezza degli ultimi metri, si può salire a vista verso il ben visibile cocuzzolo del Monte Vallaconin (1.20 h). La cima è segnalata da una rustica croce di legno, il panorama è molto limitato dalla vegetazione. Per la discesa, si mira direttamente ai sottostanti stavoli Vallaconin, costituiti da due edifici, di cui uno ristrutturato e recintato (proprietà privata), l’altro ridotto a rudere. Ci si riporta quindi sul sentiero CAI 415, tramite il quale si ridiscende verso Mariane di Sot, chiudendo il piccolo anello, per poi riguadagnare il fondovalle ripercorrendo la stessa via di salita.
Carta Tabacco 013, sentiero CAI 415, sentiero locale non segnalato e non sempre evidente, dislivello 620 m, Lunghezza 5,7 km, tempo indicativo 2.15 h (escluse soste), Difficoltà E. Altitudine min 275 m. circa (park presso il ponte sul Rio Favarinis), max 880 m. (Monte Vallaconin)
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Aggiornamento 13/1/2026 – Abbiamo compiuto nuovamente la passeggiata sino a Vallaconin (per il sentiero CAI 415, senza passare per Stavoli di Buset) e – in fase di ritorno – ci siamo fermati a pranzo al Rifugio Colò, del quale diamo alcune brevi notizie, sia storiche che pratiche:
Il Rifugio è aperto da giugno 2025 ed è dedicato a Paolo Nicolò Zanella (Colò il Re dell’Amariana), fratello del più famoso Antonio Zanella (l’Ors di Pani) e nonno delle tre sorelle Marisa, Manuela e Loretta Pavona, che – con tanto impegno e passione – hanno ristrutturato il complesso di famiglia di Mariane di Sot, ricavandone un accogliente rifugio e mantenendo viva la memoria delle vicende familiari e della zona. Oltre all’edificio principale, il piccolo borgo comprende anche la Farìe (l’officina dove Colò produceva i propri attrezzi dal lavoro, ora adibita a piccolo museo), la stalla, un panoramicissimo terrazzo coperto e la storica fontana, sempre opera di Colò. Al piano terra del rifugio, oltre ai locali di servizio, si trovano una stanza da pranzo con notevoli foto storiche e un’altra stanza più piccola con un grande tavolo ed uno spettacolare fogolâr, davanti al quale abbiamo pranzato. C’è anche la possibilità di pernottare, in quattro comode camere. L’atmosfera è semplice, calda ed accogliente, grazie alla gentilezza delle gestrici ci si sente veramente in famiglia. I piatti sono tradizionali, genuini, curati ed abbondanti. Da tener presente che, in assenza di strade e teleferica, qui si arriva solo a piedi e tutti i rifornimenti avvengono necessariamente tramite elicottero. Il rifugio di norma è sempre aperto, eventuali giornate di chiusura dovute a maltempo od altro vengono comunicate sui social. In ogni caso, è sempre meglio prenotare tramite telefonata (347 4281877) o mail. Per ulteriori info ed immagini, questo il link al sito: https://www.rifugiocolo.it/index.html

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