Anello del PIC CHIADIN e del MONTE FLORIZ dal RIFUGIO TOLAZZI

14/06/2025 – L’escursione di oggi ci porta nuovamente in Carnia, per compiere un anello spettacolare ed estremamente panoramico alle pendici del Cogliàns. Il percorso non presenta difficoltà di rilievo, a parte un breve tratto attrezzato con cavo prima di Forcella Monumenz. Lo sviluppo ed il dislivello affrontati sono comunque impegnativi e richiedono un adeguato allenamento.

Lasciata l’auto nel parcheggio davanti al Rifugio Tolazzi (m. 1374 – l’indicazione 1500 m. sul muro del rifugio è errata), si prende la strada che sale a destra dietro l’edificio e si segue il segnavia CAI 143 che, alternando strada e sentiero, sale in direzione del Rifugio Marinelli. Oltrepassata la deviazione a destra per Casera Moraret, si procede ancora in salita lungo la strada per circa 700 m. Compiuto il tornante di quota 1779, si individua sulla sinistra una evidente traccia che sale nella boscaglia, segnalata solo inizialmente da qualche bollo rosso sui tronchi. La via risulta piuttosto umida, ma anche abbastanza riparata dal sole. Dopo aver risalito con pendenza decisa un buon tratto sempre tenendosi ben alto sopra il rio, il sentiero esce improvvisamente dalla vegetazione e – con minore pendenza – inizia a rimontare il meraviglioso vallone del Ploto, proprio alle pendici del Coglians. Più su, attorno a quota 2.150, intercetta ed attraversa il Sentiero Spinotti (CAI 145), portandosi su terreno roccioso e salendo in direzione del Coglians. Oltre una caverna di guerra, si procede a destra e si risale a svolte su mulattiera a tornanti con muretti a secco, sino a raggiungere la via normale di salita al Coglians (CAI 143). Qui si prende ancora a destra e si traversa verso Forcella Monumenz. Un tratto roccioso di pochi metri viene superato con l’aiuto di cavi metallici. Ci si porta quindi sulla bella insellatura di Sella Monumenz, si prosegue con traverso sottocresta sino alla selletta che precede il Pic Chiadin, si scollina sull’altro versante e, raggiunti i prati (paletto), si risale in breve e senza difficoltà sino al cimotto erboso del Pic Chiadin (m. 2302 – 2.40 h dalla partenza, soste escluse). Si prosegue scendendo per il sentiero CAI 143 (o per la facile scorciatoia che taglia i prati, come abbiamo fatto noi) sino a Forca Moraret, dove si trova il Rifugio Marinelli (m. 2122 – 3.00 h). Si continua lungo la mulattiera CAI 174 sul versante opposto, risalendo in diagonale la cresta in direzione del Floriz (qualche tratto un po’ esposto). Il sentiero passa poco sotto un primo rilievo del crinale e poi scende con qualche svolta nei prati, perdendo circa una settantina di metri di dislivello, sino a una sella con sottostante bella pozza; affronta quindi con una serie di tornanti la risalita alla cima del Monte Floriz (m. 2184 – 3.30 h), che si raggiunge tramite breve deviazione su facile pendio erboso. Il percorso prosegue piacevolmente in diagonale verso l’evidente insellatura di Forcella Plumbs. Lasciato il segnavia 174 che sale verso il Crostis, si prende la mulattiera (CAI 150) che, con gradevole pendenza, divalla verso Casera Plumbs. Oltrepassata la Casera e giunti al limite del bosco (cartello) il segnavia CAI 150 prosegue su sentiero in direzione di Collina. Noi invece abbiamo seguito la strada sterrata di servizio alla malga, che presenta un percorso più lungo. In entrambi i casi, per minimizzare la percorrenza su asfalto, giunti in prossimità del fondovalle (sopra l’Edelweiss), conviene prendere a destra una diramazione della sterrata che – passando sopra la Staipo da Canobio ed il camping – sbuca sulla strada poco sotto al Rifugio Tolazzi, dove si chiude il nostro anello (5.30 h).

Carta Tabacco 001, sentieri CAI 143, 174, 150, traccia per il vallone del Ploto scarsamente segnalata, ma evidente, pista forestale. Dislivello 1200 m, Lunghezza 15,2 km, tempo indicativo di marcia 5.30 h (escluse soste), Difficoltà E. Altitudine min 1280 circa (avvio sterrata sopra Edelweiss), max 2302 (Pic Chiadin).

Album fotografico

Vedi la traccia GPS su Wikiloc

Scarica la traccia in formato GPX

Lascia un commento