29/11/2025 – Interessante e panoramica escursione ad anello sopra Cleulis, che – passando tra vecchi stavoli ed utilizzando antiche mulattiere e sentieri per lo più ben conservati e segnalati – sale nella bella conca di Casera Zoufplan bassa, toccando le dorsali del Pizzo Scalaro e del Cuel di Malesceit.
Lasciata l’auto a Cleulis alta nel comodo ed ampio parcheggio sotto la chiesa parrocchiale di Sant’Osvaldo (m. 894 circa), si sale la gradinata e si aggira l’edificio, continuando poi per la strada principale asfaltata (Via Sant’Osvaldo) sino al bivio per il borgo di Placcis, dove si trovano le tabelle con il segnavia CAI 161 (Strada Romana); compiendo un tornante, si segue il segnavia a sinistra lungo la strada in direzione di Ramazas e Cercivento per circa 800 metri, in blanda salita. Giunti sui prati di Stavoli Raut (abitazioni ben ristrutturate), si perviene ad un altro bivio ben segnalato, dove si abbandona il segnavia CAI 161 (dal quale rientreremo) e ci si tiene sulla stradina di destra. Oltrepassata un’ultima, bella baita (alpaca al pascolo), si imbocca una comoda mulattiera che entra nel bosco ed inizia un lungo traverso verso sud, con buona e regolare pendenza. Esaurito il traverso, il sentiero, segnalato da righe rosse sui tronchi, prende quota nel bosco con alcune svolte e sbuca infine, in un praticello dove si trova un’artistica croce di ferro (quota 1270 circa). Si continua a salire seguendo alcune frecce rosa fluo, che invitano a svoltare a destra, si oltrepassa uno stavolo ormai fatiscente nel bosco, si compie un tornante e poi si esce su una vasta radura con altri ruderi. Il sentiero rientra nuovamente nel bosco, lo risale con numerosi tornanti e sbuca infine definitivamente sugli ampi prati (oggi imbiancati) del vallone che scende dallo Zoufplan. Nonostante l’innevamento, il tracciato della mulattiera resta sempre evidente. Attorno a quota 1650, abbiamo abbandonato la mulattiera per portarci liberamente sulla panoramica dorsale del Pizzo Scalaro, dalla quale abbiamo poi rapidamente raggiunto la bella conca di Casera Zoufplan bassa (m. 1671 – 2.20 h), con il suo laghetto, completamente coperto dalla neve. La casera è chiusa, ma dotata di una tettoia con tavolo e panche. Dal complesso malghivo, seguendo l’ampia strada di servizio, in una decina di minuti abbiamo raggiunto anche la dorsale del Cuel di Malesceit, dominata da grandi e numerose antenne, aggirata la quale il panorama si spalanca sopra il Pian delle Streghe, la Valcalda e le lontane vette dolomitiche. Per il rientro, ritornati sui nostri passi sino a Casera Zoufplan bassa, abbiamo proseguito scendendo sulla mulattiera e ripercorrendo per un buon tratto la stessa via di salita. Giunti alla croce di quota 1270 circa, al sottostante bivio si svolta a destra su buona traccia, evidente e segnalata da qualche bollo (rosso e arancione fluo) sui tronchi. Guadati facilmente due rii, il sentiero prosegue con un traverso in leggera discesa in una stupenda faggeta. Dopo aver costeggiato un lungo muretto a secco, si scende con pendenza più decisa, sempre guidati dalle numerose segnalazioni arancioni. Raggiunto un ripiano, si seguono le indicazioni “Valacoz” con una traccia in traverso, che si fa via via più stretta e meno evidente e che raggiunge la strada romana/CAI 161 attorno a quota 870 (minimo dell’escursione) nei pressi di Ramazas. Proseguendo verso nord, il sentiero oltrepassa subito il Rio Valacoz su un bel ponticello di legno e poi inizia una lenta risalita verso Stavoli Raut, recuperando circa 120 metri di dislivello. Oltrepassate alcuni belle baite, si ritrova il bivio dell’andata e si ridiscende in breve verso Cleulis sulla strada asfaltata.
Carta Tabacco 009, sentiero CAI 161 e sentieri locali segnalati. Lunghezza 12,7 km, dislivello 950 m, tempo indicativo di marcia 4.30 h (soste escluse), di cui 2.30 h per la salita al Cuel di Malesceit e 2.00 h per il rientro. Altitudine min 870 m (bivio Valacoz), max 1680 (Cuel di Malesceit). Difficoltà E.
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