10/1/2026 – Il Cret di Làveras (toponimo locale: Monte Navamul) è un cimotto poco appariscente, ma molto panoramico, situato poco a nord del Monte Forchia, tra il Canal di Gorto e l’imbocco della Val Pesarina. La cima (erbosa) si trova alla congiunzione di due dorsali boscose: una sviluppata in direzione ovest/est sopra Ovasta e l’altra sud/nord, sul versante pesarino. La nostra via di salita utilizza la vecchia traccia che corre sulla prima dorsale e che collega gli antichi stavoli di Rop, Streturas e Visulanz. Il sentiero di salita presenta una pendenza sempre sostenuta e non è segnalato, tuttavia risulta sempre intuitivo. Per la discesa si sono invece utilizzati sentieri locali non segnalati e non sempre evidenti, strade forestali ed un tratto della Stentaria, la ripida carrozzabile cementata ed asfaltata che sale da Mione al Passo della Forcella, e che coincide con il segnavia CAI 220. Il percorso non ha punti esposti o tecnicamente impegnativi, tuttavia la difficoltà è valutabile EE, in quanto richiede autonomia di orientamento e presenta un dislivello complessivo non trascurabile. Lungo la via non si trovano punti di appoggio, all’occorrenza qualche vecchio stavolo può offrire un riparo molto precario. L’anello è stato effettuato in senso antiorario.
Provenendo in auto da Tolmezzo e Villa Santina, si risale la Val Degano tramite la SR 355 sino ad Ovaro. Passato il centro dell’abitato, si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Ovasta, si oltrepassa il ponte sul Degano e si sale verso la frazione, tenendosi a destra al bivio principale. All’ingresso del paese, si trova un ampio parcheggio dove si può comodamente lasciare l’auto (quota m. 730 circa). Si procede entrando tra le case del borgo, svoltando a sinistra su Via Pusarias e portandosi poi nella parte alta senza percorso obbligato, in quanto tutte le viuzze confluiscono su una strada principale asfaltata, che si alza sopra le case e presenta subito una biforcazione (crocifisso). Tralasciata la diramazione di sinistra, si procede a destra seguendo le indicazioni per Luincis e Sette Staipe. La stradina asfaltata attraversa in blanda salita gli ampi prati a monte del paese e poi procede nel bosco con qualche curva. Superata quota 900 m, si lascia a destra una camionabile di recente realizzazione in una zona esboscata e ci si tiene a sinistra; la strada compie una svolta a destra portandosi alta sopra la camionabile; sul rettilineo successivo, si imbocca la sterrata che si stacca a sinistra, invertendo la direzione. Dopo un tornante, la sterrata si porta all’inizio della dorsale e si trasforma in un ripido sentiero, che inizia a rimontare il largo crinale del Làveras. Il percorso non compie svolte, ma affronta per lo più la pendenza “dritto per dritto”; non è segnalato, ma di norma sufficientemente largo e visibile, anche perché in buona parte corre incassato in una sorta di avvallamento. Si passa accanto alla vecchia costruzione in legno di Steipe Rop (m. 1080 ca – 45 minuti dalla partenza) e poi nella piccola radura di Rop da bas (m. 1246). A monte dello stavolo il sentiero non è facilmente individuabile, in quanto tende a perdersi tra qualche schianto, si procede comunque in salita tenendosi sulla dorsale, sino a ritrovare la traccia. La pendenza non molla mai sino a quota 1500 circa, quando la traccia abbandona il crinale e piega a sudovest per aggirare la cima del Cret di Làveras. Raggiunti i ripidi prati a sud della cima, abbiamo lasciato il sentiero e siamo saliti liberamente sull’erba secca, sino a raggiungere l’erbosa e larga cresta e quindi la cima con la croce di vetta rivolta verso il Canal di Gorto (m. 1642 – 2.10 h dalla partenza, soste escluse). Ridiscesi con attenzione dalla cima, ci siamo portati in prossimità del crinale che inizia a salire verso il Monte Forchia, dove abbiamo trovato una traccia sottocresta che ci ha ricondotti sul sentiero abbandonato in precedenza. Con un lungo traverso, tale sentiero ci ha portati sulla Stentaria (cartello con indicazione “Navamul”), tramite la quale siamo ridiscesi sino a quota 1250 circa. Subito dopo una baita, abbiamo preso a sinistra una pista forestale (sbarra verde), che parte in leggera salita e poi inizia a scendere lungamente nel bosco; compiuti due tornanti, per abbreviare il percorso, abbiamo lasciato la pista a sinistra e siamo scesi verso Stavolo Nedal. La scorciatoia – segnalata con tratteggio nero sulla cartografia Tabacco – non è sempre evidente, specie nel tratto iniziale, quando è necessario procedere un po’ ad intuito; scendendo, invece, si fa più visibile e conduce sino alla radura di Stavolo Nedal, dove si ritrova la pista forestale (coperta da una spessa lettiera di foglie secche), che si segue lungamente sino a che questa sbocca sui prati di Stali del Predi e poi raggiunge Luint. Passati tra le case, si svolta subito a sinistra, portandosi sulla strada principale (Via Luint), che scende verso Ovaro. Si percorre la strada per circa 750 metri e – giunti in prossimità del ponte sul Rio Jesola (quota 560 metri, minima del giro) – si segue la mulattiera che parte a sinistra (cartelli con indicazioni per Ovasta). Il sentiero risale il fondo della forra del Rio Jesola recuperando circa 180 metri di dislivello e guadando il torrente (oggi ghiacciato) per tre volte. Portatosi definitivamente sulla sua sinistra orografica compie una larga ansa nel bosco alzandosi sopra il corso d’acqua e poi sbuca improvvisamente sui prati di Ovasta, scodellandoci direttamente al parcheggio da dove eravamo partiti (5.15 h).
Carta Tabacco 001, sentieri locali e tracce non segnalati e non sempre evidenti, strade forestali sterrate, strada Stentaria (segnavia CAI 220). Sviluppo 14,8 km, dislivello 1150 m, tempo indicativo di marcia 5.15 h (soste escluse). Difficoltà EE. Altitudine min 560 m circa (avvio sentiero del Rio Jesola, tra Luint e Ovasta), max 1642 (Cret di Làveras).
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