Anello del CUEL FELTRON da PISSEBUS

15/1/2026 – Il Cuel Feltron è un’elevazione boscosa, dai versanti molto ripidi e dirupati, che si trova sul versante sud dell’Amariana, tra Amaro e Tolmezzo. Si tratta di una zona piuttosto selvatica e poco frequentata, percorsa da diversi sentieri locali per EE, non tutti riportati nelle cartografie. L’unico sentiero CAI in zona è il 414 (Via Normale all’Amariana), che abbiamo utilizzato in minima parte durante il ritorno. La salita iniziale è stata invece effettuata tramite un buon sentiero con difficoltà E, evidente e segnalato da bolli rossi e qualche segno biancorosso, che nella prima parte presenta qualche tratto in esposizione su salti rocciosi ed erbosi. Il resto del percorso – compreso il sentierino da Lisagno di sopra alla cima – non presenta criticità. Durante il nostro giro non abbiamo trovato punti di appoggio, tutti gli stavoli incontrati sono privati e chiusi. Nei primi anni del 2000 e, più recentemente, ad aprile 2021, il versante nordovest del monte attorno a Lisagno è stato interessato da vasti incendi, con effetti ancora ben visibili. Sul sedime della vecchia tratta ferroviaria Carnia-Tolmezzo è in corso la realizzazione di una nuova pista ciclabile, che permetterà il collegamento con la ciclovia Alpe-Adria.

Provenendo in auto da Stazione della Carnia per la S.S. 52, subito dopo aver oltrepassato Amaro, si svolta a destra sulla S.P. 125 seguendo le indicazioni per Pissebus e si percorre la strada per circa 3 km. Dopo aver valicato il Rio Confine (cartello di inizio del comune di Tolmezzo), sulla sinistra si trova un ampio piazzale sterrato dove poter comodamente parcheggiare (quota m. 302).

Sull’altro lato della provinciale, si ripassa sul ponte portandosi sulla sinistra orografica del Rio Confine, si attraversa il vecchio sedime ferroviario e si trova immediatamente l’avvio del sentiero (evidente e segnalato da qualche bollo rosso), che comincia a prendere subito quota a svolte nella boscaglia e passa accanto all’ingresso di un bunker. La traccia – sempre ripida, ma anche sufficientemente comoda – affronta lo scosceso e dirupato versante trovando i passaggi migliori con tornanti e tornantini. Una Madonnina posta in una nicchia della roccia precede una rampa esposta sopra ripide balze rocciose, poco protetta dalla scarsa vegetazione. Più su la pendenza del costone si attenua un po’ e si passa in una zona di radi e sparuti pini neri e tronchi scheletriti, residuo di incendi passati. Proseguendo ancora, il percorso entra in un boschetto di giovani faggi e sbuca davanti agli Stavoli di Lisagno di sotto (m. 632 – 0.50 h dalla partenza). Il complesso consta di due edifici privati, entrambi in discrete condizioni, il primo “old style” ed il secondo dall’aspetto più recente; il panorama è parzialmente ostacolato dalla vegetazione, verso sud si nota comunque il lungo traverso – oggi messo in risalto dalla poca neve – di una traccia che sale agli stavoli dal versante di Amaro. Il percorso riprende dietro il secondo edificio, con una sterrata che sale tranquilla con numerose svolte per circa 2 km prendendo gradualmente quota nella boscaglia, sino a raggiungere una bella costruzione isolata in pietra e – poco più su – la radura degli stavoli di Lisagno di sopra, oggi innevata (m. 904 – 1.35 h). Un cartello in legno sull’albero accanto all’edificio principale indica l’avvio del sentierino per la cima (segnalato da bollatura gialla), che si alza traversando dietro gli stavoli, entra nel bosco e raggiunge senza difficoltà in una decina di minuti la cima del Cuel Feltron (m. 969 – 1.45 h). La vetta è costituita da una crestina allungata, molto esposta verso NO, sulla quale è collocata la croce; il panorama è limitato nelle altre direzioni dalla vegetazione. Ritornati sui nostri passi sino a Lisagno di sopra, riprendiamo la salita sulla carrozzabile, ora asfaltata, in direzione della Forca del Cristo, lasciando subito a destra il poco evidente avvio del sentiero CAI 414, che si trova in corrispondenza di una canaletta di scolo. Tale sentiero consentirebbe di abbreviare notevolmente la percorrenza sull’asfalto, tuttavia scende in un canalone molto ripido ed incassato, ed ignorandone le difficoltà e l’eventuale innevamento, oggi abbiamo preferito il più sicuro rientro per la strada. Raggiunta e scavallata la Forca del Cristo (m. 990 – quota più elevata del giro), la carrozzabile prende a scendere verso Amaro tramite una lunga serie di svolte. Al tornante di quota 550 circa, sulla strada si immette il sentiero CAI 414 proveniente da Lisigno di sopra. Dopo altri 150 metri circa, seguendo il segnavia CAI sulla destra, è possibile tagliare un paio di tornanti tramite due comode scorciatoie successive. Passato il ponte sul Rio Touf, abbiamo abbandonato la strada per svoltare a destra sul Troi Cjar Martin (segnalazioni su cartello di legno) e subito dopo, giunti in prossimità del complesso dello Stavolo Zanella, ci siamo tenuti a sinistra, seguendo una bella mulattiera tra muretti a secco, con pendenza dolce e fondo soffice, che – costeggiando il Rio Maggiore – ci ha portati nella parte alta di Amaro (3.30 h). Dopo aver svoltato a destra e sceso qualche scalino, si gira ancora a destra in Via Case Sparse e si prosegue su strada bianca sino a oltrepassare il Rio Maggiore tramite un largo guado lastricato; si continua per la sterrata per circa 500 m costeggiando il Rio e poi si gira a sinistra verso la Statale; poco prima di raggiungerla, si taglia a destra e si imbocca la Provinciale, che si percorre a bordo strada per circa 3 km per riportarsi al parcheggio sul Rio Confine, chiudendo l’anello (4.30 h, soste escluse).

Carta Tabacco 013, sentieri locali segnalati da bolli rossi (sentiero di salita a Lisagno di sotto) e gialli (da Lisagno di sopra al Cuel Feltron), brevi tratti su segnavia CAI 414 su strada e scorciatoie, strade asfaltate e sterrate, Troi Cjar Martin (segnalato solo l’avvio, ma sempre evidente mulattiera). Lunghezza 14,3 km, dislivello 830 m, tempo indicativo di marcia 4.30 h (soste escluse). Altitudine min 280 m circa (SP 125 Amaro-Pissebus), max 990 m (Forca del Cristo). Difficoltà E.

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