20/1/2026 – Tranquilla escursione ad anello da mezza giornata tra Faedis e Racchiuso, sui primi rilievi delle Prealpi, passando per le rocche di Zucco e Cucagna e – volendo e con qualche difficoltà in più – allungando anche alle grotte del Masariat e del Ciòndar des Paganis. Il percorso utilizza sentieri locali segnalati per lo più da cartelli e da qualche segnavia, oltre che lunghi tratti su strade (asfaltate o sterrate). Molto adatto nella stagione invernale o primaverile, con le prime fioriture, prima che la vegetazione diventi troppo invadente.
Lasciata l’auto a Faedis, nel parcheggio dietro alla chiesa (m. 170), ci si incammina su Via dei Castelli, seguendo le indicazioni per Canebola, sulla strada asfaltata che risale il Canal di Grivò (cartello). Dopo circa 600 metri, alle ultime case del borgo di Sant’Anastasia, si seguono i cartelli per Porzûs ed i Castelli di Zucco e Cuccagna, cartelli che invitano a svoltare a sinistra per una mulattiera lastricata e curata, che si alza sopra le case, attraversa due volte una pista più ampia e poi si porta ad un bivio (vecchi cartelli di legno ormai illeggibili), al quale ci si tiene a destra sulla ampia mulattiera gradinata con steccato nuovo, che compie una svolta e si porta sulla scalinata in pietra di accesso al castello e alla bella chiesetta della Madonna del Rosario (0.20 h dalla partenza, bel punto panoramico). Il sentiero prosegue oltre la chiesetta, portandosi dietro alla rocca e – in pochi minuti – raggiunge anche il Castello di Cucagna (recintato). Dalla panchina, un sentierino scende ripidamente per qualche metro per intercettare la più ampia mulattiera sottostante, dove il cammino si fa nuovamente comodo. La via prende ancora quota nel bosco, sino a portarsi sulla lunga dorsale percorsa dal sentiero che sale da Faedis a Porzus (due bivi successivi con cartelli); noi la attraversiamo e procediamo in discesa verso Borgo Poiana. Questo tratto di sentiero è un po’ meno curato del precedente, sono comunque presenti sporadici segni rossi sui tronchi; presenta un brevissimo passaggio un po’ stretto ed eroso, che potrebbe risultare scomodo con vegetazione più rigogliosa. In breve, arrivati sopra Borgo Poiana, si sbuca su una pista forestale più ampia (cartelli con indicazione di sentieri locali), che si segue verso destra in direzione di Racchiuso e delle Grotte. Dopo un centinaio di metri, attorno a quota 300 m, si giunge ad un ulteriore bivio (doppi cartelli: vecchi e nuovi), dove si trova l’avvio del sentiero per la grotta del Masariat e il Ciòndar des Paganis; tale traccia – benché segnalata da ulteriori cartelli e da triangoli rossi, si presenta malagevole e poco frequentata, con rovi e qualche schianto che complicano il cammino. Dopo averla percorsa in salita per circa 300 metri, oltrepassato un bivio ed un ultimo cartello per la grotta del Masariat (esaminando la traccia a posteriori, si doveva essere proprio nelle sue vicinanze) la traccia è definitivamente sparita tra rovi e ripida boscaglia, quindi si è ritenuto di far dietrofront sino a riguadagnare la sterrata. La strada prosegue con andamento tortuoso aggirando il Mont di Poane; dopo 1,2 km circa, sulla destra si trova un cartello indicante l’avvio del sentiero locale n. 8 per il Ciòndar des Paganis e Porzûs (quota m. 380 circa). Il sentiero prende quota abbastanza ripidamente tenendosi nei pressi della dorsale, oltrepassa un breve tratto roccioso dove ci si deve aiutare un po’ con le mani e poi perviene ad un bivio segnalato da un cartello, dove si abbandona la via che sale a Porzûs e si svolta a destra nel bosco in direzione del Ciòndar des Paganis (m. 460), che si raggiunge in un paio di minuti; per accedere all’ingresso della grotta è però necessario salire un piccolo risalto roccioso, aiutati prima da una catena leggera che protegge qualche metro di traverso e poi da alcune staffe. Ritornati sui propri passi sino alla pista forestale, la si segue a destra, pervenendo presto ad una biforcazione (cartelli), dove ci si tiene a sinistra in direzione di Case Verona. La pista scende con alcune svolte sino a Racchiuso; raggiunte le case, si prosegue su Via General Cantore e poi si svolta a sinistra su via Canalutto; oltrepassata un’ultima, bella, villa, la strada si fa sterrata e procede con qualche piccolo saliscendi nel bosco sino a sbucare a Borgo Poiana di Sotto; si scende verso la SR Faedis-Tarcento, che si deve percorrere a sinistra per circa 1 km per riportarsi a Faedis, chiudendo l’anello.
Carta Tabacco 026, sentieri locali segnalati, strade sterrate ed asfaltate. Lunghezza 7,7 km (9,2 km con le due deviazioni per le grotte) – dislivello 450 m (640 m.), tempo indicativo di marcia 2.00 h (3.00 h). Difficoltà E (EE l’accesso al Ciondar des Paganis). Altitudine min 170 (Faedis), max 460 (Ciòndar des Paganis).
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