Anello del CIAURLEC da MEDUNO

1/2/2026 – Oggi si torna sui primi rilievi delle Prealpi Pordenonesi, per compiere un ampio anello, molto vario e gratificante, nella zona sopra Meduno, toccando in successione i rilievi del Dosso Paladin, del Monte Ciaurlec e del Monte Davanti e passando anche per il Castello di Toppo. Il percorso – che presenta ampi tratti molto panoramici – si svolge in buona parte su belle mulattiere con segnavia CAI. Per il rientro da Toppo a Meduno abbiamo utilizzato una comoda sterrata che corre al margine dei campi e che ci ha permesso di minimizzare la percorrenza su asfalto. L’escursione non presenta particolari difficoltà, ne’ esposizione, ma la lunghezza e lo sviluppo altimetrico richiedono comunque un adeguato allenamento.

Raggiunto il paese di Meduno, ci si porta nei pressi della chiesa del borgo di Sottomonte dedicata a San Giovanni Bosco, dove si può comodamente lasciare l’auto (quota 300 m. circa). Ci si avvia quindi sulla mulattiera con segnavia CAI 819 che parte a fianco della chiesa, costeggiando un rio. Dopo una decina di minuti, si giunge ad un primo bivio, dove ci si tiene a destra seguendo le indicazioni per il Monte Valinis e procedendo in salita nel bosco. Attorno a quota 540 m. circa (30 minuti circa dalla partenza), ad un bivio non segnalato, si lascia a destra una ampia traccia che traversa verso Stalla Bortolussi, proseguendo la salita sul sentiero CAI 819. Man mano che si prosegue, il bosco comincia a diradarsi ed il sentiero inizia ad offrire begli spunti panoramici sulla pedemontana e sulla pianura pordenonese e sui gruppi del Monte Cavallo e del Monte Raut. Con una lunga diagonale il sentiero guadagna il bel ripiano tra l’erbosa dorsale del Monte Valinis, con i suoi immancabili e variopinti parapendii, e la radura di Casera Valinis (m. 965 – 1.45 h dalla partenza, soste escluse). Si svolta a destra tenendosi sul bordo di una recinzione, si passa davanti alla casera e si raggiunge il margine della radura, dove la mulattiera (sempre CAI 819) riprende ben evidente, inoltrandosi nel bosco. Inizialmente il sentiero procede con qualche saliscendi tenendosi sul freddo versante settentrionale della poco marcata dorsale (poca neve, ma dura e ghiacciata), poi sale un po’ in una zona più temperata e luminosa; dopo circa 2 km, tramite una breve deviazione sulla destra (non c’è traccia), è possibile raggiungere il Dosso Paladin (m. 1109 – 2.30 h); il dosso non ha alcun particolare interesse, la “cima” è costituita da una crestina avvolta dalla boscaglia, con un piccolo ometto. Riguadagnato il sentiero CAI, si prosegue ancora verso est per un altro km circa, sino a portarsi sui bei prati a nord del Ciaurlec, dove si trova un bivio con segnalazioni CAI: abbandonato definitivamente il sentiero CAI 819 che scende a sinistra verso Casera Tamer, si imbocca il CAI 850, che risale i prati e si porta verso la boscaglia che circonda la sommità. Pochi minuti e dal sentiero CAI si stacca la deviazione segnalata per la cima del Monte Ciaurlec (3.20 h), che viene raggiunta in breve con percorso tortuoso su terreno carsico; un unico, stretto passaggio di un paio di metri su neve ghiacciata accanto ad una buca oggi richiede un’attenzione maggiore. La vetta, circondata dalla boscaglia, risulta scarsamente panoramica, è comunque dotata di una bella croce e cassettina con quaderno di vetta (esaurito!). La quota di 1124 m indicata dalla tabella CAI è errata, non coerente con i 1148 m riportati sulla croce e sulla cartografia IGM. Ritornati sui propri passi sino all’ultimo bivio, si riprende il CAI 850, che scende a destra, inizialmente nel bosco, e poi si porta nell’avvallamento tra il Ciaurlec ed il Monte Davanti. La cima di quest’ultimo (m. 947 – 4.20 h) si raggiunge dai prati del versante nord su traccia non segnalata (in alternativa è possibile proseguire sul sentiero CAI 850 sino al bivio per Casera Davass e poi percorrere tutto il bel crestone erboso). Dopo una bella sosta sul Monte Davanti, che offre un panorama eccezionale in tutte le direzioni, si prosegue sul crinale, scendendo sui prati del versante occidentale e poi si entra nel bosco; scesi sotto quota 800 metri, ad un bivio con cartelli CAI, si lascia a destra un buon sentiero locale che risale verso il Valinis e si prosegue la discesa verso Toppo sul CAI 850; passata Casera Tamer bassa, la mulattiera si trasforma in una bella stradina. Attorno a quota 350 m, si lascia il segnavia CAI 850, per prendere a destra la pista che porta verso il Castello di Toppo (5.40 h), le cui suggestive rovine meritano senz’altro una visita. Il percorso prosegue scendendo sotto al castello per riguadagnare la pista lasciata in precedenza; esaurita la discesa ed usciti sulla piana di Toppo, per rientrare a Sottomonte di Meduno (distante circa 3 km) si segue a destra (nord-ovest) una comoda sterrata, prima al margine del bosco e poi tra i campi, che consente la chiusura dell’anello (6.40 h) evitando quasi completamente la strada asfaltata ed il passaggio di auto.

Carta Tabacco 028, sentieri CAI 819 e 850, strade sterrate senza segnavia, un breve tratto di strada asfaltata rientrando a Meduno. Dislivello 1090 m, Lunghezza 17,9 km, tempo indicativo 6.40 h (escluse soste), Altitudine min 280 m circa (sterrata tra Toppo e Meduno), max 1148 m. (Monte Ciaurlec). Difficoltà E.

Album fotografico

Vedi la traccia GPS su Wikiloc

Scarica la traccia in formato GPX

Lascia un commento