Anello del CUEL di NUVOLAE e MONTE SORANTRI da ESEMON di SOPRA

15/2/2026 – Tranquilla ma sorprendente escursione di bassa quota sopra Raveo, molto adatta al periodo invernale e primaverile, ricca di spunti interessanti: begli scorci panoramici e paesaggistici, presenza di opere della 1^ guerra mondiale, siti storici (ex-Romitorio francescano) ed archeologici (villaggio celtico, Buse dall’Ors) e fioriture nella stagione primaverile. Combinando liberamente i due anelli del Cuel Budin e del Troi da Buse dall’Ors – ottimamente segnalati dal Parco Intercomunale delle Colline Carniche con cartelli ai bivi e frequenti segnavia biancoverdi – abbiamo ricavato un remunerativo anello “ad 8” con partenza da Esemon di Sopra e doppio passaggio per Raveo. Il nostro giro è eventualmente frazionabile in due escursioni più brevi.

Provenendo da Tolmezzo ed appena oltrepassata Villa Santina, si svolta a sinistra sulla S.P. 35 seguendo le indicazioni per Raveo; valicato subito il ponte sul Torrente Degano, ci si tiene sulla strada principale lasciando sulla destra Esemon di Sopra; dopo circa 500 metri, immediatamente dopo il ponte sul Chiarzò, sulla sinistra si trova un comodo spiazzo dove lasciare l’auto; la partenza della strada militare (m. 407), abbondantemente segnalata, si trova sull’altro lato della provinciale.

Ci si avvia lungo la pittoresca strada militare, in parte intagliata nella roccia, che prende gradualmente quota con alcune svolte, sino a raggiungere – in corrispondenza dell’insellatura tra il Cuel di Nuvolae e un cimotto minore – il primo bivio dell’escursione, segnalato da cartelli. Volendo abbreviare il percorso evitando la cima, ci si mantiene lungo la strada; noi invece svoltiamo a sinistra lungo una bellissima e panoramica mulattiera, che in circa 5 minuti ci porta un secondo bivio, dove – con brevissima deviazione – ci teniamo a destra per visitare una galleria risalente alla Prima Guerra Mondiale; il tunnel è buio e richiede una torcia; dopo alcune decine di metri termina con due aperture verso l’esterno. Ritornati sui nostri passi sino al bivio, riprendiamo la salita, raggiungendo ben presto la cima del Cuel di Nuvolae, riconoscibile da un piccolo ometto immerso nella boscaglia (m. 637 – 0.50 h dalla partenza); il sentiero – sempre ben segnalato dai segnavia biancoverdi – prosegue sul versante opposto con un traverso un po’ esposto sopra un salto roccioso, scende nella valletta tra il Cuel di Nuvolae e il Cuel Taront e poi confluisce nuovamente sulla strada militare, tramite la quale si scende tranquillamente verso Raveo. Volendo raggiungere anche le quote del Cuel Taront e del Cuel Budin, dopo circa 220 m sulla strada, si risale una carrozzabile di recente realizzazione che si stacca sulla sinistra e la si percorre sino ad arrivare ad una radura con uno stavolo; si risalgono liberamente i prati sovrastanti portandosi a sinistra sulla cresta del Cuel Taront: raggiunta la quota 605, conviene proseguire ancora brevemente sino ad un discreto punto panoramico affacciato sul corso del Chiarzò; rientrati sino ai prati e scesi di qualche metro sul versante opposto, al bordo della radura, si individua una debole traccia che si inoltra nel bosco, passa alla base di una profonda fessura rocciosa, risale verso l’esposta crestina (belvedere con panchetto) e quindi si discosta dal crinale raggiungendo la massima elevazione del Cuel Budin, immersa nel bosco (m. 604 – 1.25 h). Si ritorna sui propri passi sino alla strada militare e quindi – oltrepassata la bella radura di Cuel Budin (stavoli) – si scende a Raveo (500 m – 2.00 h), chiudendo la prima parte dell’escursione. Entrati in paese, ci si tiene a destra svoltando in Via Roma, che si percorre per circa 200 metri in direzione della chiesa sino ad una piazzetta con fontana, ancona e tabellone illustrativo dei sentieri del Parco Intercomunale delle Colline Carniche; seguendo il cartello “chiesa del Monte Castellano”, ci si avvia sulla antica mulattiera lastricata che si alza sopra il paese, raggiungendo in circa 40 minuti lo storico complesso del Santuario della B.V. del Monte Castellano (XVII secolo) e del retrostante ex-Romitorio francescano (1600); quest’ultimo edificio – nonostante sia abbandonato da molto tempo – risulta ancora in discreto stato di conservazione, dalle finestre si riesce a scorgere l’interno, con arredi e suppellettili d’epoca che riportano indietro nel tempo. La mulattiera prosegue ancora in salita per qualche centinaio di metri, sino a sbucare sulla strada asfaltata proveniente da Raveo e che si segue a sinistra (ovest) fino a raggiungere il limite inferiore della grande radura di Stavoli Valdìe, dove si trova un altro tabellone illustrativo dei percorsi; seguendo le indicazioni “Troi da Buse dall’Ors”, si svolta a destra, procedendo piacevolmente nella faggeta, prima con percorso pianeggiante e poi – lasciata a sinistra la diramazione per le Cascate di Mulignon – in blanda salita, sino al belvedere del Monte Sorantri, bel punto panoramico con bandiera e panchina, affacciato sulla piana di Raveo, dal quale si ha anche una buona visuale della dorsale del Cuel di Nuvolae-Cuel Budin appena percorsa. In prossimità del belvedere, una buona traccia si stacca dal sentiero verso nord e risale verso la cima del Sorantri, passando accanto ad un’area archeologica recintata (ruderi di villaggio celtico – III/ I secolo a.C. – questo il link per approfondimenti: https://www.archeocartafvg.it/wp-content/uploads/il-complesso-di-monte-sorantri-di-raveo-tra-protostoria-ed-eta-romana-16789.pdf); la poco evidente cima del Monte Sorantri (m. 896 – 3.20 h) – immersa nella faggeta – si trova poco distante ed è riconoscibile da un festone di bandierine tibetane ed un piccolo cartello su di un tronco. Ritornati sino al belvedere, si prosegue sul Troi da Buse dall’Ors: il sentiero si porta in leggera discesa sul versante orientale del monte e poi inizia a scendere ripidamente sino a raggiungere una sorta di valletta compresa tra il Sorantri e la quota 760; qui si trova la Buse da l’Ors: un antico serbatoio circolare in pietra a servizio dell’insediamento celtico, successivamente usato come trappola per orsi. Dopo una breve risalita, il sentiero piega decisamente a sud, scendendo verso il Rio Val di Folade; ignorata una traccia (segnalata da bolli rossi) che svolta a sinistra prima dell’impluvio, si oltrepassa il rio e si risale leggermente in traverso, raggiungendo in breve la strada asfaltata proveniente da Valdìe e che si segue in discesa sino a Raveo, sbucando sulla piazzetta con fontana (4.30 h); attraversato il paese, si segue la strada per Colza/Enemonzo, si oltrepassa la zona del cimitero e si valica il ponte sul Chiarzò; subito dopo il ponte, sempre guidati dai cartelli biancoverdi, si prende a sinistra una ampia mulattiera che, costeggiando il Chiarzò per un paio di km ed offrendo delle interessanti visuali sul dirupato versante sud della dorsale del Cuel Taront, ci riporta al punto di partenza (5.00 h, soste escluse).

Carta Tabacco 013, sentieri locali ben segnalati con cartelli e segnavia biancoverdi (Anello del Cuel Budin, Anello del Troi da Buse dall’Ors), brevi tratti (evitabili) liberamente o su deboli tracce. Sviluppo 16 km, dislivello 820 m, tempo indicativo di marcia 5.00 h (4.30 h senza i cimotti del Cuel Taront e Cuel Budin). Altitudine minima 407 m (ponte Chiarzò a Esemon di Sopra), max 896 m (Monte Sorantri). Difficoltà E.

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