Anello del MONTE POSAR da PRATO di RESIA

8/3/2026 – Il Monte Posar (pronuncia resiana: Pošàr) è un’elevazione dalla cima piatta e boscosa che si trova sulla bassa dorsale che separa la Val Resia dal Canal del Ferro, rispettivamente sopra Prato di Resia (a sud) e Chiusaforte (a nord). Tra il 26 e il 30 ottobre 1917, dopo la rotta di Caporetto (24 ottobre), la Val Resia fu teatro di aspri scontri tra le truppe austro-tedesche – penetrate nella valle da Uccea e Sella Carnizza – e quelle italiane, ormai in disordinata ritirata (Battaglia della Val Resia). Sul Monte Posàr (punto strategico) i soldati italiani impegnarono gli austro-tedeschi in una disperata resistenza, rallentandone l’avanzata. Per maggiori info, è possibile consultare il seguente link del sito dell’Ecomuseo Val Resia: https://www.ecomuseovalresia.it/cultura/memoria/; per approfondimenti più estesi, il testo: La Battaglia dimenticata della Val Resia – autore Marco Pascoli – link: https://grandeguerra-ragogna.it/dettaglio_pubblicazione.php?id_oggetto=34

L’escursione è abbastanza breve e si svolge per la maggior parte su buoni sentieri locali, in genere evidenti, ma con segnalazioni solo ad alcuni bivi. Le difficoltà sono di tipo E, tranne la salita e discesa del Col Mezzodì, classificabili EE in assenza di una traccia evidente. L’anello che viene descritto e la relativa traccia gpx non ricalcano fedelmente l’escursione effettuata, ma ne costituiscono la versione semplificata consigliata, depurata da alcune “divagazioni esplorative” su vecchie tracce.

Lasciata l’auto a Prato di Resia nel piccolo parcheggio poco prima del Ristorante Alle Alpi (m. 476 ca), oppure poco più avanti, in quello sotto la Pieve di Santa Maria Assunta, si prosegue sulla strada principale per un centinaio di metri sino ad incontrare il bivio (ben segnalato) per Sella Sagata. Si svolta a sinistra sotto il pendio della Via Crucis, seguendo il segnavia CAI 638 ed incamminandosi in salita sulla carrozzabile, inizialmente asfaltata. Attorno a quota 530, sulla sinistra, si diparte una larga pista che costituisce la prima di una serie di sei scorciatoie (non segnalate, ma sempre evidenti), che conviene utilizzare per abbreviare il percorso. L’ultima di queste scorciatoie sbuca sulla strada a quota 830 circa, presso un piccolo slargo con panchina; si procede seguendo la carrozzabile a sinistra per circa 250 metri, sino a giungere ad un bivio con crocifisso e segnalazioni CAI, dove si lascia la prosecuzione della strada per Sella Sagata per svoltare a sinistra – su strada a fondo naturale – seguendo le indicazioni per Stavoli Ruschis e Resiutta. Dopo un breve tratto (meno di 300 metri), lasciare la carrozzabile per seguire a destra il tracciato di una vecchia pista inerbita – non segnalata ma ancora ben evidente – che risale comodamente le pendici sud del Posàr, sino a portarsi nella bellissima faggeta sommitale. Individuata sulla destra una piccola altura, si lascia la pista e si risale liberamente e senza difficoltà il brevissimo tratto che consente di raggiungere la boscosa cima del Monte Posàr (m. 948 – 1.00 h circa dalla partenza), dove si trova un piccolo parallelepipedo in cemento, forse di origine bellica. Ritornati sui nostri passi sino alla carrozzabile sterrata, proseguiamo a destra con qualche piccolo saliscendi, giungendo in breve al margine degli ampi prati di Stavoli Scia (m. 840 ca – 1.20 h). Se si vuole abbreviare l’anello, da questo punto è possibile scendere direttamente verso il fondovalle (v. oltre). Volendo invece raggiungere anche il Col Mezzodì, si continua sulla strada, lasciando quasi subito a destra la diramazione per Stavoli Rut, sino ad individuare, sempre sulla destra, il poco evidente avvio di una vecchia traccia, che sale nel bosco verso la cima. Man mano che si sale, la traccia tende a perdersi, si procede nel bosco orientandosi autonomamente, ma senza eccessive difficoltà, sino a portarsi sulla quota più alta del Col Mezzodì (m. 923 – 1.50 h). Anche questa cima è completamente immersa nel bosco, e non riveste particolare interesse. Si prosegue liberamente lungo il versante opposto, per poi piegare a destra tenendosi alti sopra un impluvio, sino a sbucare al margine della radura di Stavoli Rut, dove si incontra nuovamente la strada, seguendo la quale ci si riporta a Stavoli Scia. Si ridiscendono i prati sotto gli edifici mirando ad un visibile tabellone al margine del bosco (cartello didattico dell’Ecomuseo della Val Resia), dal quale prende avvio un vecchio sentiero locale ottimamente manutenuto che, con percorso a tornantini, permette di scendere agevolmente il ripido versante sopra San Giorgio. Nella parte iniziale della discesa, si incontra una pittoresca cappelletta mariana datata 1959. Giunti poco sopra l’abitato di San Giorgio, attorno a quota 560, si perviene ad un bivio segnalato da cartelli dove, anziché proseguire verso San Giorgio, si seguono le indicazioni per Sella Sagata e si prende a sinistra un buon sentiero, che inizialmente corre accanto a un muretto a secco. Percorso un breve tratto, prima che il sentiero inizi a risalire con decisione, attenzione ad abbandonarlo per tenersi invece su una traccia a destra (noi siamo invece saliti un po’ e poi abbiamo dovuto ridiscendere per prati per riportarci di nuovo sulla corretta via); dopo un centinaio di metri circa, si sbuca sui prati di Case Ronch, dove si raggiunge la strada asfaltata, che, con alcuni tornanti, ridiscende a Prato di Resia (3.00 h).

Carta Tabacco 027, segnavia CAI 638 (tratto iniziale su strada), piste e sentieri locali non sempre segnalati, tracce, qualche tratto libero nel bosco salendo sulle due cime. Sviluppo 9,9 km, dislivello 670 m, tempo indicativo 3.00 h (soste escluse). Altitudine min 476 m (Prato di Resia), max 948 m (Posàr). Difficoltà E (EE il Col Mezzodì).

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