Anello del NAD DOLINO e CASTAGNO di CANALAZ da CLASTRA

22/3/2026 – Il giro di oggi si svolge nelle Valli del Natisone, sulla lunga dorsale che separa la vallata dell’Alberone da quella del Cosizza/Rjeka e che culmina nei 987 metri del Monte San Martino, che oggi però abbiamo tralasciato; abbiamo invece raggiunto la boscosa cima del Nad Dolino, immersa nel bosco e quindi senza alcun interesse panoramico, ma compresa nelle 50 cime del cinquantenario del Cai Valnatisone, che – a suo tempo (2021) – aveva provveduto alla realizzazione di un ometto di vetta con nome della cima e quota, ancora visibili anche se un po’ sbiaditi. Nella seconda parte, il giro si è arricchito della visita al Castagno Monumentale di oltre 400 anni (il più grande della regione, con i suoi 9,58 metri di circonferenza!) e al sottostante, piccolo borgo di Canalaz, fondato nel 1600 dalla famiglia Žefcjova, proveniente dalla valle dell’Isonzo. Con tanta passione e desiderio di preservare questo autentico monumento naturale e mantenere viva la memoria del posto, nel 2018 l’attuale proprietario ha provveduto a ripulire, recuperare e valorizzare l’enorme albero, ancora ben vitale e produttivo, e a creare nel sottostante borgo un curato museo con arnesi di lavoro, arredi d’epoca e cimeli di famiglia, che merita senz’altro una visita! Per maggiori informazioni e per prenotazioni, questo il sito web: https://ilcastagnodicanalaz.wordpress.com/

L’escursione prende avvio da Clastra, dove si può lasciare l’auto in una delle due piccole piazzole prima della chiesa. Al bivio con crocifisso, si trova anche la tabella CAI con il segnavia 761, seguendo il quale ci si avvia sulla dorsale, inizialmente su strada e poi su comoda mulattiera, sempre ben segnalata e mantenuta. Oltrepassati alcuni bei prati, il sentiero entra definitivamente nel bosco, ed inizia a traversare con piccoli saliscendi, tenendosi sempre sul versante nord del crinale. Dopo un’oretta scarsa dalla partenza, si arriva alla piccola radura con la bella chiesetta di Santa Lucia, ancora saltuariamente utilizzata, ma chiusa. Altri 20 minuti di piacevole cammino nel bosco e si raggiunge anche Sant’Egidio, con la sua chiesetta, ridotta ormai a pochi ruderi, ma con un suggestivo arco a sesto acuto ancora in piedi. Si prosegue sempre con qualche saliscendi, si sfiora il cimotto del Grič e poi ci si porta in corrispondenza del Nad Dolino, che si raggiunge affrontando liberamente il boscoso pendio (primo tratto piuttosto ripido e anche un po’ scivoloso), sino ad individuare la vetta, immersa nel bosco ma identificabile grazie all’ometto e alla scritta posti a suo tempo dal Cai Valnatisone (m. 743 – 2.05 h); per la discesa, si segue una vistosa bollatura rossa, che si tiene sulla dorsale nord, sino ad intercettare nuovamente il segnavia CAI 761 in corrispondenza di una curva; qui il sentiero si allarga e diventa una stradina, che scende tranquillamente sino a sbucare sulla carrozzabile del Passo di San Martino. La ripresa del sentiero (segnalata) oltre la strada consente di portarsi in pochi minuti nella radura della Baita sotto al San Martino, gestita dal Cai Valnatisone (m. 679 – 2.30 h). Ritornati al passo, si segue la strada asfaltata in discesa in direzione di Grimacco; dopo circa 200 metri, si prende a sinistra un sentierino segnalato che porta subito al “Gigante buono di Canalaz”, un gigantesco castagno con una storia di oltre 400 anni alle spalle. Oltrepassata la maestosa pianta, il sentiero compie un tornante, passa accanto all’edificio del vecchio essiccatoio del fieno e poi scende al borgo di Canalaz, tutto da scoprire! Per il rientro, ci si porta sotto alle case sulla strada asfaltata principale, che inizia a scendere con un paio di tornanti. Passato il paesino di Plataz, si perviene ad un bivio, dove ci si tiene a destra in direzione di Grimacco. Dopo circa 600 metri, al bivio successivo, si procede ancora a destra, raggiungendo Grimacco superiore. Oltrepassate le ultime case, la strada si fa sterrata e prosegue lungamente con andamento tortuoso, traversando alla base di tutta la dorsale percorsa nella prima parte dell’escursione; ancora un breve tratto asfaltato tra le case di Cernizza e quelle di Prehod, e la strada, ridiventata a fondo naturale, risale di un buon centinaio di metri di quota e si riporta poco sopra Clastra, chiudendo l’anello (4.45 h).

Carta Tabacco 041, sentiero CAI 761 e strade asfaltate e sterrate, senza segnavia. Sviluppo 18,2 km, Dislivello 800 m, tempo indicativo di marcia 4.45 h, di cui 2.30 per la salita alla Baita sotto il San Martino e 2.15 h per il rientro. Altitudine min. 360 m circa (Cernizza), max 743 m (Nad Dolino). Difficoltà E (EE la sola cima del Nad Dolino).

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