28/3/2026 – Il Monte Cuar “carnico” (m. 1350) – da non confondersi con l’omonima e più nota cima delle Prealpi carniche, sopra Mont di Prât (m. 1478) – si trova nel gruppo dell’Arvenis, in Comune di Zuglio. La cresta e la cima non sono molto panoramiche, in quanto colonizzate da spettacolari faggi dalle forme tormentate, che ostacolano la visibilità; ampie visuali si possono invece godere dal vicino Monte Duron, di poco più basso; la prima parte del percorso, sino a Forchia Navantes, si svolge su sentieri locali, evidenti e ben segnalati da bollature e paletti. Per il rientro si sono invece utilizzate vecchie piste e nuove carrozzabili/camionabili, senza segnavia. L’unico tratto coincidente con un sentiero CAI è quello su strada asfaltata da Sezza a Cazzaso Nuova.
Saliti a Cazzaso Nuova e lasciata l’auto nella parte alta del paese, nell’ampio spiazzo dove si trova la fermata della corriera, ci si incammina sul sentiero che parte a sud in direzione del Rifugio Fornas, subito dopo la sbarra (la strada infatti è minacciata da una storica frana e può venir interrotta in caso si rilevino movimenti del terreno); il sentiero valica subito un cancelletto di ferro ed inizia ad alzarsi nel bosco di faggi; il percorso è sempre largo e ben visibile, inoltre risulta segnalato da bollatura gialla e, talvolta, anche rossa. Resistono ancora, anche se molto sbiaditi, anche un paio di antichi segnavia CAI con il numero 160. La mulattiera sale nel bosco con buona pendenza e senza difficoltà e, in una quarantina di minuti e dopo aver passato una piccola radura con un edificio isolato, si fa più ampia e sbuca negli ampi e panoramici pascoli di Sella Duron, in prossimità di un crocifisso, ai piedi dei ripidi prati del Monte Duron, che portano alla cima. A questo punto noi abbiamo preferito affrontare la salita con il vecchio percorso diretto, ma è possibile utilizzare anche un sentiero segnalato che sale con pendenza un po’ più morbida tenendosi più a sinistra. In ogni caso, si raggiunge senza difficoltà (a parte la ripidezza) la cima del Duron – priva di alberi e quindi con un’ottima visuale – sulla quale sono state recentemente posizionate la croce di vetta con cassettina ed agenda ed una comoda panchina panoramica (m. 1231 – 1.05 h). Sul lato NE della croce, si segue un buon sentiero ottimamente segnalato da paletti giallorossi, che – prima scende alla larga insellatura tra il Duron ed il Cuar – e poi inizia la ripida risalita – su prati in via di colonizzazione da parte di faggi – della erta dorsale sud di quest’ultimo. Inizialmente il sentiero compie una larga ansa verso destra per addolcire la pendenza (in alternativa, si può utilizzare una scorciatoia), poi sale dritto per dritto sino a raggiungere la faggeta sommitale e quindi la allungata cima del Monte Cuar (m. 1350 – 1.35 h) con due croci di vetta, la più grande delle quali appena installata e dotata di cassettina ed agenda. Il cammino prosegue lungo il lato nord della dorsale, caratterizzato da suggestivi faggi contorti. Sempre seguendo i paletti e i bolli gialli, si scende tranquillamente a Forchia Navantes, dove si intercetta una pista forestale, che si segue verso destra, scendendo sul versante est. Poco prima di arrivare ad un rudere isolato, si svolta a destra lungo una vecchia pista che si inoltra nel bosco e scende con pendenza tranquilla sino ai panoramici prati del Roccolo. Giunti al limite dei prati, ci si tiene a sinistra sulla pista che scende, sino ad intercettare, in località Liveragne, un quadrivio di larghe piste carrozzabili di recente realizzazione. Si svolta sul ramo di destra, che inizialmente sale leggermente e poi scende sul versante orientale del Monte Cuar, prima con un traverso e poi con 4 tornanti, al termine dei quali la carrozzabile confluisce nella strada asfaltata Zuglio-Cazzaso, coincidente con il segnavia CAI 162, e che si segue a destra. Percorsi circa 400 metri, si giunge a Sella Marcelie, al confine tra i Comuni di Zuglio e Tolmezzo. Si svolta a sinistra su di una stradina bianca che si porta sui bellissimi prati superiori, compie un’ansa a destra passando sopra uno stavolo e poi si trasforma in un sentierino – non segnalato ma evidente – che entra nel bosco, raggiunge il lungo crinale ovest del Monte Spin rasentando un circo franoso e dirupato e poi prosegue con piccoli saliscendi appena sotto la cresta, oltrepassando prima un praticello con bandiera e poi il cippo della cima ovest. Si scende, perdendo una ventina di metri, alla selletta tra le due cime e si riprende quota sull’opposto versante, trovando subito un cartello con l’indicazione per la cima; lasciato il sentiero principale che scende verso Zuglio, si risalgono i pochi metri che portano alla cima est del Monte Spin (m. 906 – h. 3.40 – croce con cassettina, rustica panchina), boscosa e non panoramica. Ritornati sui propri passi sino a Sella Marcelie, si prosegue sulla strada asfaltata in direzione sud e si oltrepassa tutto il borgo di Cazzaso Nuova (notevole una vecchia casa del 1799), ritornando alla piazzola dove si era lasciata l’auto e dove si chiude l’anello (4.25 h).
Carta Tabacco 013, sentieri locali per lo più ben segnalati, piste e strade forestali senza segnalazioni, un tratto di strada asfaltata coincidente con il segnavia CAI 162. Sviluppo 14,7 km, dislivello 950 m. Tempo indicativo di marcia 4.25 h (soste escluse). Altitudine 740 m. circa (Cazzaso Nuova), max 1350 m. (Monte Cuar). Difficoltà E.
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