12/4/2026 – Il Monte Belepeit è una cima boscosa, i cui dirupati e selvaggi fianchi orientali sovrastano Villanova di Chiusaforte. La zona, ora aspra e solitaria, porta le testimonianze residue di un mondo ormai scomparso, con diversi nuclei di vecchi stavoli attorno ai quali si indovinano ancora fazzoletti di magro pascolo, collegati da mulattiere e arditi sentieri, ricavati su terreno impervio ed apparentemente inaccessibile. Il Belepeit è stato anche teatro, durante la seconda guerra mondiale (16 febbraio 1945), di un incidente aereo che vide precipitare due bombardieri americani, abbattuti dalla contraerea tedesca, causando la morte di 10 aviatori. L’anello, effettuato in senso orario, utilizza in buona parte sentieri CAI e tracce e sentieri locali che sono stati abbondantemente segnalati da vistosissimi bolli e frecce rossi. Il solo attraversamento del crinale del Belepeit si svolge liberamente o su traccia non sempre evidente. Alcuni tratti del percorso (in particolare la diagonale sino a Stavoli Polizza e la discesa dal Colle Naurazis verso Forcella Patok) tagliano versanti estremamente ripidi e dirupati e possono risultare insidiosi in condizioni umide o ghiacciate.
Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio di Villanova adiacente alla Statale (m. 380 circa), ci si incammina tra le case, seguendo le indicazioni per la Cascata del Rio Belepeit, che si raggiunge in pochi passi. Ammirato il salto d’acqua con la bella pozza sottostante, si sale sulla sinistra una rampa di scalini, che permette di raggiungere la pista ciclabile Alpe Adria, nel breve tratto scoperto tra due gallerie; ci si dirige a sinistra (est) in direzione di Chiusaforte e si percorre la galleria (ben illuminata), lunga poco meno di 300 metri; immediatamente dopo l’uscita, si lascia la ciclabile, per prendere un sentierino (segnalato da una vistosa freccia rossa) che si alza sulla sinistra, passa davanti ad un’abitazione e poi inizia ad prendere quota con un traverso sopra Villanova. Il sentiero procede con una lunga diagonale su un versante molto scosceso sino a confluire, attorno a quota 590 m, sul segnavia CAI 425 proveniente da Chiusaforte, che si segue a sinistra; il sentiero prosegue il traverso, con esposizione attenuata dalla boscaglia, sino a doppiare la dorsale in corrispondenza di Stavoli Polizza, dove il versante si fa meno ripido; dopo un primo rudere isolato, sul lato sinistro del sentiero si trova un ripiano prativo che costituisce un notevole belvedere verso Musi, Lavara e Plauris. Dopo gli stavoli, il sentiero riprende ad alzarsi di nuovo sul ripido, alto sopra la forra del Rio Cuestis, che si intuisce solamente, molto più in basso. Giunti a quota 900 metri circa, si abbandona il segnavia CAI 425, per prendere sulla destra una traccia ben evidente e abbondantemente segnalata da frecce, bollatura e scritte rosse, che si alza a svolte nel ripido bosco. Attorno a quota 1200, si perviene ad un bivio, indicato da frecce e scritte sul muro di un rudere; tenendosi a destra, si raggiunge in pochi minuti il panoramico rilievo del Cuc dai Pài, nei pressi del quale si trova anche un piccolo stavolo in buone condizioni; qui il sentiero si perde; salendo liberamente sul ripido prato a destra della costruzione, si raggiunge il margine del bosco, dove la pendenza si attenua e permette di portarsi senza difficoltà sulla cima del Monte Belepeit (m. 1284 – 2.30 h), immersa nel bosco e senza alcun segnale distintivo. Si prosegue lungo la dorsale, che a destra precipita su altissime pareti rocciose, su una traccia che permette di ricongiungersi al sottostante sentiero proveniente dal bivio di quota 1200; il sentiero traversa poco sotto il Colle Naurazis e poi raggiunge il segnavia CAI 426 ad una selletta con piccola ancona – quotata 1344 m. – sotto il Plananizza, punto di massima quota del giro. Il percorso prosegue su segnavia CAI, che prende a scendere, piuttosto esposto sui dirupi alla base del Plananizza; un tratto franato si supera grazie all’aiuto di qualche metro di fune, assicurata ai mughi; dopo alcune svolte, si entra nel bosco e si prosegue più tranquillamente con un traverso che porta appena sotto Forcella Patok (3.30 h). Senza raggiungere la forcella (in realtà una poco marcata insellatura tra gli alberi) si inizia a scendere con percorso molto piacevole nel bosco, passando a poca distanza dagli Stavoli Patok e raggiungendo infine la radura di Stavolo Ceresarie, luogo ideale per una breve sosta (4.00 h). Qui si trova una fontana, al momento non funzionante. Oltre lo stavolo, il sentiero si tiene alto sopra il profondo solco del Rio Patok e, dopo aver raggiunto una cappelletta, scende con svolte ravvicinate lungo uno stretto costone boscoso compreso tra il vallone del Rio Patok ed una zona dirupata alla base di un’alta parete rocciosa. Scesi sino a quota 550 circa, ci si immette sul sentiero CAI 425, che si segue a sinistra (est) per circa 400 metri, sino ad individuare una traccia (segnalata da bollatura rossa) che si stacca sulla destra e che consente di raggiungere rapidamente la sottostante pista ciclabile; si procede sulla pista per alcune centinaia di metri in direzione ovest, sino a giungere all’ingresso della galleria; seguendo il sentierino a sinistra, si scende leggermente e poi si risale brevemente a destra, sino a portarsi sulle case più alte di Villanova, dalle quali si raggiunge rapidamente il parcheggio.
Carta Tabacco 018, sentieri CAI 425 e 426, sentieri locali con segnalazioni rosse, liberamente sulla cima del Belepeit. Sviluppo 12,0 km, dislivello 1030 m, Altitudine min 380 m ca (Villanova), max 1344 (Sella tra Colle Naurazis e Plananizza). Tempo indicativo di marcia 5.00 h (soste escluse). Difficoltà EE.
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