Anello di MALGA GRANUDA da BAGNI DI LUSNIZZA

10/5/2026 – Escursione primaverile in Valcanale che, tramite percorso ad anello, ci ha portati nei prati del Monte Granuda, alla base del Cuel dai Pez e dei Due Pizzi. Dalla sottostante Malga – struttura privata che ormai da molti anni non viene più monticata – si gode una visuale ravvicinata sul versante nord della dorsale Due Pizzi-Gosadon-Cuel dai Pez. Il percorso presenta complessivamente difficoltà escursionistiche: la salita si svolge su sentiero CAI non molto frequentato, ma comunque sufficientemente segnalato, la discesa per la lunga pista forestale che conduce a Ombrico di Malborghetto. Per chiudere l’anello, abbiamo percorso liberamente un tratto nel bosco, a poca distanza dall’autostrada.

Provenendo in auto dalla pianura friulana lungo la S.S. Pontebbana, oltrepassata Pontebba, si svolta a destra al secondo incrocio per Bagni di Lusnizza; ci si tiene sulla via principale salendo tra le case, si passa sotto il viadotto autostradale e si gira immediatamente a sinistra, su una stradina asfaltata un po’ dissestata che costeggia l’autostrada; si percorre la strada per circa 700 metri, sino a che questa termina in uno slargo, dove si può comodamente lasciare l’auto (quota 710 metri circa).

Ci si incammina in salita su una pista sterrata che parte dalla piazzola e che in pochi minuti confluisce sul segnavia CAI 604; guadato facilmente il Rio Granuda, il sentiero prende a salire in diagonale lungo un ripidissimo versante, che alterna tratti boscati a qualche residuo prato o canalone erboso. In questo primo pezzo, il sentiero presenta un fondo piuttosto stretto e a volte anche umido, con fanghiglia coperta dalla lettiera, attenzione a non scivolare, specialmente se lo si dovesse percorre in discesa. Passati i 1000 metri di quota, si entra gradualmente in un bel bosco misto di faggi e abeti e il tracciato si fa più comodo, con andamento a tornanti che attenua la pendenza. E’ presente qualche sporadico schianto, che si supera sempre agevolmente. Si prosegue nella salita, ora meno faticosa, sino a quota 1555, dove un cartello CAI indica il bivio tra il segnavia 604, che procede a sinistra, e il 647, che svolta a destra in direzione di Forcella Cuel Tarond. Noi inizialmente ci teniamo su quest’ultimo e lo percorriamo per circa 150 metri; superata una zona con schianti, abbandoniamo il sentiero e ci dirigiamo a sinistra verso il largo ripiano del Monte Granuda (m 1580 circa – 2.10 h); ci portiamo poi sugli ampi prati sottostanti, dai quali si scende facilmente a Malga Granuda (m. 1501 – 2.20 h). La Malga consta di 3 edifici aperti ma piuttosto spogli e di una ampia tettoia che può offrire un buon riparo in caso di pioggia; accanto al complesso della Malga, c’è una piccola e graziosa baita recintata ad uso evidentemente privato. Abbiamo trovato acqua corrente nel vecchio abbeveratoio; Per il rientro, abbiamo integralmente percorso la strada di servizio alla malga, un po’ noiosa e non molto panoramica, ma priva di difficoltà; nella prima parte è possibile abbreviare il percorso tramite alcune scorciatoie segnalate da cartelli (non riportate sulla cartografia). Dopo 4 km abbondanti di discesa, la strada raggiunge il viadotto dell’autostrada; ignorato il sottopasso, abbiamo invece proseguito a sinistra lungo una stradina bianca che corre al margine del tracciato autostradale; dopo circa 1 km, la stradina svolta a destra in un sottopasso; noi invece abbiamo proseguito liberamente tra bosco e radure tenendoci paralleli all’autostrada, sino a sbucare su di una stradina che conduce ad uno stavolo; l’abbiamo risalita per pochi metri e quindi siamo entrati nuovamente nella boscaglia, abbiamo passato senza troppa difficoltà il greto asciutto del Rio Granuda e siamo sbucati esattamente alla piazzola dove avevamo lasciato l’auto.

Carta Tabacco 018, sentiero CAI 604, strada di servizio alla malga, liberamente l’ultimo tratto. Sviluppo 11,2 km, dislivello 930 m, tempo indicativo di marcia 4.20 h (soste escluse), di cui 1.10 h per la salita e 2.00 h per la discesa. min 710 circa (Bagni di Lusnizza – La Foresta), max 1580 (Monte Granuda). Difficoltà E.

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