21/6/2026 – Il percorso odierno ci porta nello spettacolare anfiteatro roccioso posto sul versante sud-est dello JôF Fuart dove, in posizione estremamente panoramica, si trova il Rifugio Guido Corsi, chiuso ormai da molti anni. Per la salita abbiamo scelto una via un po’ insolita, utilizzando il tratto meno impegnativo dello storico Sentiero Re di Sassonia, che richiede comunque esperienza nel lungo traverso in quota, presentando alcuni passaggi erosi e un po’esposti. La discesa è invece avvenuta per la più frequentata e tranquilla via che passa per Malga Grantagar (agriturismo con possibilità di ristoro e pernotto aperto indicativamente sino a fine settembre) e ridiscende poi verso il fondovalle, utilizzando in parte anche la strada di servizio.
Da Sella Nevea si percorre in auto la S.P. 76 che scende a Cave del Predil per circa 4,7 km, sino ad un ampio spiazzo sul Rio Torto, dove si può parcheggiare, in corrispondenza della partenza del sentiero CAI 628 (dal quale rientreremo). Si prosegue a piedi sulla strada asfaltata per circa 1,4 km (0.15 minuti circa), sino alla curva che precede il ponte sul Rio Torto; qui, sulla sinistra, seguendo i cartelli, ci si avvia sul sentiero CAI 650, che prende a salire piacevolmente a svolte nella faggeta. Attorno a quota 1430 circa, si perviene ad un bivio (cartello a terra) dove ci si innesta sul segnavia CAI 629 (Sentiero Re di Sassonia); lasciata a destra la parte più impegnativa di tale percorso (EEA) che conduce verso est al Rifugio Brunner e che necessita di adeguata attrezzatura da ferrata, si prosegue in salita nel bosco, che si fa più rado, sino a quota 1540 circa, dove il sentiero inizia un lungo traverso in zona impervia alla base delle Cime Piccole di Riobianco. Il percorso, sin qui con difficoltà escursionistiche, richiede ora un’esperienza maggiore, in quanto si svolge su una traccia a tratti abbastanza esigua e che traversa versanti molto scoscesi, colonizzati da mughi, arbusti e qualche larice. Il traverso si interrompe bruscamente per la necessità di scendere con prudenza (un breve pezzo del sentiero è ripido e franato) sul fondo di un canale incassato, dove si trova una spettacolare cascata con pozza. Aiutati da un robusto cavo metallico che aiuta a superare la risalita successiva, piuttosto erosa, si riprende quota sul versante opposto, rimontando un ripido spallone. Il traverso prosegue quindi su terreno più agevole tra i mughi, attraversando senza eccessive difficoltà altri due impluvi minori (un tratto è assicurato da cavo). Si raggiunge infine il bivio con il “Sentiero dei Tedeschi” (CAI 628a – 3.00 h dalla partenza, 2.45 h dall’attacco del sentiero dalla strada), che si segue a destra in ripida e faticosa salita tra i mughi (qualche passaggio è agevolato da cavi), sino a raggiungere il Rifugio Guido Corsi (m. 1874 – 3.30 h dalla partenza, 3.15 dall’avvio del sentiero). Lo storico Rifugio, gestito dalla Società Alpina delle Giulie, è purtroppo chiuso dal 2019, resta fruibile in caso di emergenza il piccolo bivacco invernale sul retro della struttura principale. Il giro prosegue sul sentiero CAI 625, che si alza sul retro del Rifugio e svolta a sinistra per imboccare un bel cengione, affiancato da opere belliche, che passa alla base della guglia dell’Ago di Villaco. Oltrepassata anche l’umida e nerastra “Parete delle Gocce”, si perviene ad un bivio segnalato, dove si lascia il CAI 625 che prosegue verso il Passo degli Scalini, per svoltare a sinistra sul CAI 628 che prende a scendere senza difficoltà, prima tra i mughi e poi tra vegetazione più alta, verso gli ampi e verdi pascoli di Malga Grantagar (m. 1530 – 4.30 h dalla partenza); oltrepassata la struttura agrituristica, si prosegue brevemente sulla strada di servizio sino al limite dei pascoli, dove un cartello CAI invita a tenersi a destra; il sentiero, con percorso molto piacevole nel bosco, corre parallelo alla strada, ma ben più alto di questa, nei pressi della dorsale. Con un ultimo tratto in ripida discesa, la traccia cala velocemente sulla pista sottostante, sulla quale esce a quota 1300 m circa, in corrispondenza di una curva. Si procede sulla strada sino a portarsi sul tornante di quota 1160 ca, dove due ometti segnalano la ripresa del sentiero CAI 628, che divalla nella ripida faggeta e – costeggiando nell’ultimo tratto il Rio Torto – sbuca infine sulla Strada Provinciale in corrispondenza della piazzola dove si era lasciata l’auto (5.30 h).
Carta Tabacco 019, sentieri CAI 650, 629, 628a, 625, 628. Sviluppo 12,4 km, dislivello 1000 m, tempo complessivo di marcia 5.30 h (soste escluse). Altitudine min 1000 m ca (Val Rio del Lago), max 1920 ca (base Ago Villaco). Difficoltà EE con qualche breve tratto attrezzato


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