LAVINAL dell’ORSO da SELLA NEVEA

4/8/2026 – Il Lavinal dell’Orso è una stretta forcella che separa la catena del Montasio dal gruppo dello Jôf Fuart. Un tempo costituiva il valico in quota (relativamente) più agevole per portarsi dalla Val Saisera alle Valli Rio del Lago e Raccolana evitando il lungo aggiramento dei due massicci montuosi. Dal versante orientale è raggiungibile facilmente grazie ad un ampio vallone detritico, l’accesso dalla Val Saisera è invece più ostico, in quanto richiede un lungo avvicinamento attraverso gli ambienti selvaggi della Spragna e dell’Alta Spragna, con salita finale che avviene in un ripido canalone, incassato tra le severe pareti della Cima della Puartate a sud e quelle delle Cime Castrein a nord. Dal Lavinal dell’Orso partono due spettacolari sentieri alpinistici attrezzati: il Ceria Merlone, che – sfruttando vecchi sentieri di guerra – percorre le creste di una buona parte della catena del Montasio sino alla Forca del Palone – e l’Anita Goitan, che attraversa le cenge alla base delle maggiori cime del gruppo dello Jof Fuart, sino alla Forca di Riofreddo.   

Raggiunta Sella Nevea e lasciata l’auto nell’ampio spiazzo alla base della vecchia pista slalom (quota m. 1170 circa), si sale dritti tenendosi sul sassoso bordo destro della pista, sino a che il tracciato devia a destra nel bosco, intercettando immediatamente la strada di servizio a Malga Cregnedul, inizialmente cementata. Dopo due tornanti e qualche curva, un cartello invita ad abbandonare la strada per salire a sinistra sul sentiero CAI 625; il primo tratto presenta alcune deviazioni rispetto al tracciato originario a causa schianti, poi il sentiero riprende con più regolarità e sale nel bosco sino a riportarsi sulla strada, che attraversa in tre punti; l’ultimo attraversamento avviene all’altezza di Malga Cregnedul di Sopra (chiusa in quanto interessata da lavori di ristrutturazione non ancora terminati). Si prosegue in salita tra gli alberi e si lascia a sinistra una diramazione segnalata che scende a casera Cregnedul, uscendo infine dal bosco. Nei pressi di alcuni ruderi, la mulattiera piega decisamente a destra lungo il versante sud della Plagnota; dopo altri ruderi bellici, la via doppia la dorsale e prosegue con un lungo e panoramico traverso di avvicinamento al Passo degli Scalini, su pendii prevalentemente erbosi, traverso al quale fa seguito una breve e ripida salita finale tramite alcuni tornantini. Sul Passo (m. 2022 – 2.10 h dalla partenza, soste escluse) è stata posta una bella croce e, sull’altro lato, il filo della dorsale è percorso da una trincea, ancora ben visibile. Sull’altro versante del Passo lo scenario cambia nuovamente, al verde dei pendii fioriti si sostituisce il bianco delle rocce e delle torri del gruppo dello Jôf Fuart, in uno scenario estremamente suggestivo. Con attenzione ci si cala tramite alcuni tornantini sul versante opposto, inizialmente esposto, poi il sentiero prosegue più tranquillo, traversando in leggera discesa l’anfiteatro detritico alle pendici del Monte Cregnedul e giungendo in breve ad un bivio segnalato, dove si abbandona il sentiero CAI 625 che prosegue la sua traversata verso il Rifugio Corsi, per prendere a sinistra il CAI 626 che risale per tutta la sua lunghezza il vallone, prima su terreno erboso e poi su ghiaie e praticelli, sino ad arrivare allo stretto intaglio del Lavinal dell’Orso (m. 2138 – 2.45 h). La visuale, seppure limitata da pareti rocciose molto incassate, si apre su uno scorcio dell’Alta Spragna e soprattutto su una prospettiva insolita della catena del Montasio da ovest. Il ritorno avviene per la stessa via di salita.

Carta Tabacco 019, Sentieri CAI 625 e 626. Dislivello 1100 m, Lunghezza 12,6 km, tempo indicativo di marcia 5.00 h (escluse soste). Altitudine min 1170 (Sella Nevea), max 2138 (Lavinal dell’Orso). Difficoltà E.

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