ANELLO di STAVOLI e delle MOGGESSE da CAMPIOLO

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Stavoli (Stai di Muec), Moggesse di là e Moggessa di quà sono tre borghi del comune di Moggio Udinese; Stavoli e Moggessa di quà sono raggiungibili solo a piedi mentre Moggessa di là è raggiunto da una strada forestale che collega Grauzaria, Borgo di Mezzo e Morolz. A Stavoli la gran parte delle abitazioni sono in buono stato e vengono visitate periodicamente dai loro proprietari, rendendo unico il borgo. Gli abitanti organizzano anche la festa del paese a fine giugno. Le Moggesse sono state più colpite dal terremoto e numerosi sono i ruderi e le case abbandonate; alcune case sono state recentemente ristrutturate riportando un po’ di vita nei borghi; inoltre a Moggessa di là è presente da qualche anno il ristoro “Alle quattro fontane” aperto in estate e nei weekend di primavera e autunno. Punto di partenza dell’anello è il borgo di Campiolo di Sopra, dove si incontrano le indicazioni del sentiero CAI 417. Alcuni posti per il parcheggio dell’auto si trovano poco prima del paese, sulla sinistra della strada. Un cartello CAI indica l’inizio del sentiero che scende tra le case fino a raggiungere la sponda sinistra del torrente Glagnò, le cui acque ci accompagneranno per gran parte della escursione. Dopo l’iniziale discesa il sentiero prosegue in falsopiano, con alcuni brevi tratti franati. Dopo circa 30 minuti di camminata si giunge ad un sottopasso della ferrovia, seguito da una passerella metallica che supera una piccola cascata. Poco più avanti sul sentiero CAI si immette il sentiero che scende dal parcheggio posto alla fine della strada asfaltata che prosegue dopo le case di Campiolo di sopra, e che permette di ridurre la lunghezza della escursione. Si prosegue lungo il sentiero, si passa una sorgente d’acqua (“La gote da la mont di Palis”)  nei pressi della quale si possono osservare i rapanzoli di roccia. Si giunge così alla passarella sul torrente Glagnò (circa 35 minuti dalla partenza) che ci permette di raggiungere la riva destra del torrente; qui inizia l’anello in senso orario che ci permette di visitare i tre borghi. Si inizia a salire lungo la mulattiera gradonata; dopo circa 20 minuti di salita si raggiunge un bel belvedere a quota 430m che ci permette di vedere Moggessa di quà. Il sentiero sale fino al ripiano che ospita le case di Stavoli (1 ora e 30 minuti dalla partenza). Alcuni tratti esposti e/o franati sono protetti con passerelle metalliche e corrimano. Seguendo i segnali CAI si attraversa il borgo e si raggiunge la fontana/abbeveratoio alla fine del borgo, verso sella Dagna. Per proseguire verso Moggessa di là, si riattraversa il borgo raggiungendo la casetta in legno che funge da ristoro. Si attraversano i prati deviando verso sinistra, mirando ad un cartello in legno con l’indicazione “Moggessa”. Il sentiero, segnalato con segnavia CAI, scende con gradualità verso il letto del torrente Glagnò, che si raggiuge in circa 30 minuti da Stavoli. Si risale verso monte per una decina di metri il letto e si guada il torrente, o muovendosi sopra alcuni sassi oppure a piedi nudi. Sul lato opposto un ometto segnala il sentiero che sale ripido fino a sbucare nei parti a ridosso delle prime case di Moggessa di là, dove da qualche anno è possibile sostare e rifocillarsi al Ristoro “Alle quattro fontane”. Si attraversa il borgo, si passa la chiesetta e si seguono le indicazioni della mulattiera CAI 418  in direzione di Moggio. La mulattiera con qualche saliscendi raggiunge Moggessa di quà, attraversando il Rio del Mulin. Nel borgo (circa 30 minuti da Moggessa di là) si seguono le indicazioni per Moggio (CAI 418) e dopo aver superato i ruderi di alcune case appena fuori dal borgo si lascia il sentiero CAI 418 per seguire il sentiero indicato da una tabella in legno con la scritta “Campiolo”. Il sentiero non è segnalatto ma è ottimamente battuto; con alcuni saliscendi si dirige verso sud e con un tratto ripido in discesa su un pendio eroso raggiunge nuovamente il torrente Glagnò (45 minuti da Moggessa di quà), un centinaio di metri a monte del ponte percorso nella prima parte della escursione. Si guada il torrente (a piedi nudi oppure cercando un passaggio tra i sassi 10 metri a valle) e si prosegue sul sentiero che costeggia la sponda destra del torrente, fino a raggiungere il ponte. Qui si chiude l’anello e si rientra a Campiolo di sopra con il sentiero CAI 417 percorso all’andata.
Carta Tabacco 018, sentiero CAI 417, 418 sentieri non segnalati, Dislivello 710m, Lunghezza 12,7 km, Tempo indicativo 4h40m (escluse soste), Difficoltà E, Altitudine min 300m, Altitudine max 580m.

traccia GPS

 

Anello del MONTE SAMBUCO da SAN PELAGIO

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Con questa escursione si effettua un anello in senso antiorario raggiungendo la cima del monte Sambuco a nord di Malchina nel Carso, partendo da San Pelagio, paese posto a nord di Aurisina. A San Pelagio si può parcheggiare nella piazzetta che si incontra a sinistra provenendo da Aurisina. Dal parcheggio si segue la strada verso ovest che passa nei pressi della chiesa; superata la chiesa si devia verso destra e si imbocca la strada sterrata CAI 32. Si prosegue verso nord seguendo i segnavia CAI. Giunti nei pressi dei borghi di Precenico si può lasciare il sentiero CAI 32 per raggiungere la strada che collega il borgo inferiore e superiore, nei pressi del monumento alla Resistenza. Giunti a Precenico superiore (circa 40 minuti dalla partenza) si prosegue sul sentiero CAI 32, fino ad intercettare il sentiero CAI 3, che si segue a sinistra. Il sentiero si dirige verso nord, passa accanto alla cima Cescove. Dopo aver attraversata la zona Pocivala, il sentiero si immette su una strada sterrata, che si segue a sinistra. Percorse poche decine di metri si lascia la sterrata e si seguono a destra le indicazioni CAI 3 per il monte Sambuco (seguendo la forestale si prosegue il CAI 31 che porta a Malchina). Il sentiero sale e in pochi minuti raggiunge la cima del monte Sambuco (non panoramica) (circa 1 ora e 15 minuti da Precenico superiore; 2 ore e 10 minuti da San Pelagio). Si prosegue verso ovest e dopo pochi minuti si segue a sinistra la sterrata in direzione sud, che si innestra sul sentiero CAI 31, che ci porta al paese di Malchina (30 minuti dal monte Sambuco); in alternativa si può dalla cima del monte Sambuco ripercorre al contrario il sentiero di salita fino al bivio con il CAI 31 e proseguire verso destra fino a Malchina). Si attraversa il paese e, seguendo sempre il sentiero CAI 31, si prosegue verso Slivia. Poco prima di raggiungere le prime case di Slivia, si possono visitare gli stagni di Slivia (30 minuti da Malchina), dove si può effettuare la pausa pranzo. Ripreso il cammino, alle porte di Slivia, il sentiero CAI 31 termina e si incontrano le segnalazioni del sentiero CAI 33, che seguiamo a sinistra. Attraversato il paese di Slivia, si prosegue sempre sul CAI 33 in direzione est, verso San Pelagio. Con una piccola deviazione dal sentiero CAI 33 si possono visitare i resti del castelliere di Slivia (25 minuti dagli stagni di Slivia), posta sull’altura Gradec. Dal castelliere si rientra sul CAI 33 e al successivo bivio si prosegue a sinistra sul sentiero CAI 32. Nei pressi del bivio è possibile visitare l’ingresso della grotta Lindner. Con il sentiero CAI 32 si rientra a San Pelagio. Da San Pelagio si può visitare visitare anche il parco Lupinc (30 per andata e ritorno + tempo per la visita del parco).
Carta Tabacco 047, Sentieri CAI 3, 31, 32 e 33, Dislivello 320m, Lunghezza Km 14,8, Tempo indicativo: 4h (escluse soste), Difficoltà T con capacità di leggere la mappa per i numerosi bivii, Altitudine min 120m, Altitudine max 240m.

Traccia GPS

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