Anello del MONTE SAMBUCO da SAN PELAGIO

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Con questa escursione si effettua un anello in senso antiorario raggiungendo la cima del monte Sambuco a nord di Malchina nel Carso, partendo da San Pelagio, paese posto a nord di Aurisina. A San Pelagio si può parcheggiare nella piazzetta che si incontra a sinistra provenendo da Aurisina. Dal parcheggio si segue la strada verso ovest che passa nei pressi della chiesa; superata la chiesa si devia verso destra e si imbocca la strada sterrata CAI 32. Si prosegue verso nord seguendo i segnavia CAI. Giunti nei pressi dei borghi di Precenico si può lasciare il sentiero CAI 32 per raggiungere la strada che collega il borgo inferiore e superiore, nei pressi del monumento alla Resistenza. Giunti a Precenico superiore (circa 40 minuti dalla partenza) si prosegue sul sentiero CAI 32, fino ad intercettare il sentiero CAI 3, che si segue a sinistra. Il sentiero si dirige verso nord, passa accanto alla cima Cescove. Dopo aver attraversata la zona Pocivala, il sentiero si immette su una strada sterrata, che si segue a sinistra. Percorse poche decine di metri si lascia la sterrata e si seguono a destra le indicazioni CAI 3 per il monte Sambuco (seguendo la forestale si prosegue il CAI 31 che porta a Malchina). Il sentiero sale e in pochi minuti raggiunge la cima del monte Sambuco (non panoramica) (circa 1 ora e 15 minuti da Precenico superiore; 2 ore e 10 minuti da San Pelagio). Si prosegue verso ovest e dopo pochi minuti si segue a sinistra la sterrata in direzione sud, che si innestra sul sentiero CAI 31, che ci porta al paese di Malchina (30 minuti dal monte Sambuco); in alternativa si può dalla cima del monte Sambuco ripercorre al contrario il sentiero di salita fino al bivio con il CAI 31 e proseguire verso destra fino a Malchina). Si attraversa il paese e, seguendo sempre il sentiero CAI 31, si prosegue verso Slivia. Poco prima di raggiungere le prime case di Slivia, si possono visitare gli stagni di Slivia (30 minuti da Malchina), dove si può effettuare la pausa pranzo. Ripreso il cammino, alle porte di Slivia, il sentiero CAI 31 termina e si incontrano le segnalazioni del sentiero CAI 33, che seguiamo a sinistra. Attraversato il paese di Slivia, si prosegue sempre sul CAI 33 in direzione est, verso San Pelagio. Con una piccola deviazione dal sentiero CAI 33 si possono visitare i resti del castelliere di Slivia (25 minuti dagli stagni di Slivia), posta sull’altura Gradec. Dal castelliere si rientra sul CAI 33 e al successivo bivio si prosegue a sinistra sul sentiero CAI 32. Nei pressi del bivio è possibile visitare l’ingresso della grotta Lindner. Con il sentiero CAI 32 si rientra a San Pelagio. Da San Pelagio si può visitare visitare anche il parco Lupinc (30 per andata e ritorno + tempo per la visita del parco).
Carta Tabacco 047, Sentieri CAI 3, 31, 32 e 33, Dislivello 320m, Lunghezza Km 14,8, Tempo indicativo: 4h (escluse soste), Difficoltà T con capacità di leggere la mappa per i numerosi bivii, Altitudine min 120m, Altitudine max 240m.

Traccia GPS

Anello del MONTE CABIA da ARTA TERME

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L’anello si svolge ad est di Arta Terme, sul monte Cabia, monte caratterizzato da più cime, la più alta posta ad est e a quota 1146 metri. Giunti ad Arta Terme si raggiunge il borgo Radina e si prosegue sulla strada asfaltata, trovando parcheggio presso uno spiazzo posto a sinistra. L’anello prevedeva di percorrere il Troi di Cjabie, che parte poco prima dello spiazzo dove si parcheggia, sulla sinistra scendendo dallo spiazzo verso Arta Terme. Il sentiero è però inagibile nel primo tratto per i lavori che interessano il versante nord-ovest del monte Cabia per la realizzazione di una pista forestale; un tratto del vecchio sentiero è stato definitivamente cancellato dalla nuova viabilità. Conviene pertanto parcheggiare cento metri più avanti nei pressi del ponte sul rio Radina, dove sulla destra parte la nuova pista forestale (la traccia GPS allegata segue all’inizio i primi metri del Troi di Cjabie per poi collegarsi alla nuova strada forestale). Ad un tornante della nuova pista forestale si trovano le indicazioni del Troi di Cjabie; noi abbiamo tralasciato questa indicazione e abbiamo seguito la nuova pista fino ai prati degli stavoli a quota 765m, dove abbiamo traversato verso sud e intercettato il Troi di Cjabie. Seguendo il sentiero si perviene ad una pista sterrata nei pressi di un tornante e si segue la pista a sinistra in leggera salita; successivamente si perviene ad un bivio e si segue la pista in discesa a destra, raggiungendo i pendii degli stavoli Boglierin. Dall’incrocio siamo scesi per poche centinaia di metri per osservare il paese di Cabia dall’alto. Rientrati all’incrocio siamo saliti sulla pista asfaltata verso il monte Cabia, che transita prima nei pressi degli stavoli Boglierin e successivamente oltrepassa gli stavoli Chiagnon. La pista asfaltata finisce poco sopra gli stavoli Chiagnon, nei pressi di uno slargo con panchina, dove si incontrano le indicazioni del sentiero CAI 411 che prosegue verso gli stavoli Cusin. Noi non seguiamo il sentiero CAI 411 (che ritroveremo più avanti) me proseguiamo per la pista sterrata, che permette di raggiungere tutte le quote principali del monte Cabia. Le prime tre (senza nessun cippo o croce) sono: quota 1123m che si trova sulla destra della pista; quota 1126m che si trova subito dopo la quota 1123m, a sinistra della pista; quota 1134m sulla destra della pista). La quarta quota, di quota 1146m, indicata da un grande cippo in cemento di trova sulla sinistra della pista e si raggiunge seguendo i segnavia del sentiero CAI 411 (tralascaire i primi segnali CAI che si incontrano sulla pista perchè il sentiero CAI fa una curva larga e rientra sulla pista poche centinaia di metri più avanti). Nei pressi del cippo di cemento si trova anche la tabella che segnala la prosecuzione del sentiero CAI 411 verso la sella Suart. Noi non seguiamo il sentiero CAI e torniamo alla pista sterrata (passando accanto ad uno stavolo posto nei pressi del cippo) e proseguiamo verso est. La pista si esaurisce e si trasforma in un sentiero ben battuto che scende verso sud-est, fino a raggiungere il pianoro che ospita gli stavoli Corona (o Carone). Poco prima degli stavoli, si giunge ad un bivio che indica a sinistra il sentiero CAI 411 verso sella Suart. Il pianoro e gli stavoli invitano alla sosta per il pranzo. Risaliti al bivio, seguiamo il sentiero CAI 411che in leggera salita porta alla sella Suart, passando nei pressi di 3 stavoli lungo il sentiero (c’è un breve tratto franato del sentiero nei pressi di un torrente). Giunti alla sella Suart  incontriamo il sentiero CAI 410 che a destra sale verso casera Valmedan alta; noi proseguiamo dritti in discesa con il sentiero che a tornanti conduce prima al letto del rio Radina e poi allo spiazzo dove abbiamo lasciato l’auto. Utile avere una app con mappa digitale per individuare le varie cime e per seguire il sentiero che dal cippo di cemento scende agli stavoli Corona.
Carta Tabacco 09, sentieri CAI 411 e 410, sentieri locali e strade sterrate, Dislivello 800m, Lunghezza 13,8km, Tempo indicativo 4h30m (escluse soste), Difficoltà E, Altitudine min 590m, Altitudine max 1150m.

Traccia GPS

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