TAMAR e PALCODA da TRAMONTI DI SOTTO

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Affascinante escursione in zona Val Tramontina alla scoperta di un angolo magico del Friuli. Meta di giornata i vecchi borghi fantasma di TAMAR e PALCODA. Il primo è stato abitato fino agli anni cinquanta (adesso è presente nel borgo il bivacco G. Varnerin sempre accessibile e attrezzato con stufa), mentre Palcoda è stato abbandonato già da prima della seconda guerra mondiale. Rimane agibile solo la chiesa, dedicata a San Giacomo, ristrutturata nel 2011, L’escursione non presenta grosse difficoltà, tranne nel caso si opti per la deviazione verso la cascata del Pisulat (guadi del torrente Chiarzò difficili dopo la pioggia). Punto di partenza: raggiunto l’abitato di Tramonti di Sotto, si imbocca sulla destra via Manzoni svoltando, dopo un centinaio di metri, ancora a destra per via Cima Riva (indicazioni) e si prosegue fino al divieto di transito. Percorso: superato il primo guado sul torrente Tarcenò, iniziamo l’anello svoltando a destra lungo il Cai 832 che ci conduce al borgo di Tamar prima, e alla cascata Pisulat sul torrente Chiarzò poi; da lì proseguiamo verso Palcoda che raggiungiamo grazie al sentiero Cai 831a; dopo una breve sosta rientriamo sempre per il Cai 831a che passa per la “forcella del Leone” e scende fino al guado iniziale sul Tarcenò, chiudendo così l’anello. Carta Tabacco 028 (App E07J), Segnavia: strada forestale, sentieri cai 832/831a. Dislivello: 500 circa, Lunghezza: km 9 circa, Altitudine min 373, Altitudine max 689.

mappa TAMAR PALCODA

Sentiero ABRAMO SCHMID da Gabria superiore a Medeazza

 

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Il Sentiero Abramo Schmid (CAI 79) si sviluppa lungo il confine tra Italia e Slovenia, da sud di Gorizia a est di Monfalcone; corre parallelo alla strada statale 55. Il sentiero segue quella che fu la “Linea Morgan”, confine provvisorio alla fine della Seconda guerra mondiale, da sud di Gorizia a nord di Monfalcone. Lungo questa linea gli anglo-americani fecero costruire un sentiero delimitato da un doppio cordolo di pietre carsiche che consentiva alle pattuglie di sorveglianza di muoversi senza il pericolo di sconfinare. Il percorso è stato ripristinato dopo l’entrata della Slovenia nella UE. Lungo il percorso si incontrano anche molte testimonianze della Grande Guerra. Alla fine della seconda Guerra mondiale, il territorio della Venezia Giulia venne diviso da quella che si chiamò «Linea Morgan», una linea di demarcazione provvisoria che, con il trattato di Parigi del 1947, divenne confine di Stato con la Jugoslavia. Gli anglo-americani istituirono un servizio di sorveglianza lungo questa linea e fecero costruire a tale scopo un sentiero delimitato da un doppio cordolo di pietre carsiche, che consentiva alle pattuglie di muoversi anche in condizioni di scarsa vi-sibilità. Il percorso, da Medeazza alla sponda del fiume Vipacco presso Gabria e Rupa, venne realizzato da prigionieri tedeschi e da gente del posto. In seguito il tracciato venne utilizzato dalla nostra Guardia di finanza, ma poi si convenne che la vigilanza era inutile e soprattutto pericolosa per la presenza, dall’altra parte, dei graničarji, guardie confinarie jugoslave con licenza di uccidere che fecero anche delle vittime fra la popolazione civile. Abbandonato attorno alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, il sentiero venne invaso dalla vegetazione e se ne perse anche il ricordo fino alla riscoperta, resa possibile dal disfacimento della Jugoslavia, Venne deciso, dopo l’entrata della Slovenia nella UE, di ripristinare l’agibilità di questo percorso definibile, a buon diritto, «storico». Il 19 dicembre 2003 scomparve il colonnello Abramo Schmid (trentino di nascita e triestino d’adozione), socio dell’Alpina e ricercatore storico che aveva dedicato cinquant’anni della sua esistenza a indagare il territorio esteso tra l’Ermada e il Vallone del Carso, sulle tracce delle battaglie della Grande guerra, ma anche di vicende molto più remote. (tratto dal sito del http://www.caisag.ts).
La traversata necessita di due auto; abbiamo lasciato la prima auto a Medeazza, in corrispondenza del punto di arrivo del sentiero Abramo Schmid. Con la seconda auto abbiamo percorso la statle SS55, parcheggiando la seconda auto nel parcheggio difronte al ristorante “Da Tommaso”, nei press di Gabria superiore. Ci si incammina lungo la statale e si prosegue a destra lungo la strada che porta a Pri Grabci, in Slovenia. Poco prima del confine si devia a destra e si sale di circa 150m passando sul Nad Logom, conquistata dalle truppe italiane nel corso del 1916 (con una piccola deviazione proprio poco prima della cima, si possono raggiungere i resti di alcune trincee e di una scalinata). Da qui fino alla cima del monte Kremenjak, il sentiero si mantiene sempre in quota con qualche saliscendi. Dopo la cima del Nad Logom, si attraversa la strada asfaltata del confine di Devetachi, si segue la strada a sinistra e si rientra nel bosco. Si attraversano qualche carrareccia e la strada forestale fino ad arrivare a Opatje Selo ove c’era un confine agricolo. Continuando si raggiunge il punto più alto dell’escursione, ovvero il monte Kremenjak (235 m), punto panoramico e ideale punto di sosta per il pranzo. Sulla cima è presente la garitta da cui i soldati jugoslavi controllavano il confine. Da qui il sentiero scende ripido verso Comarie, risale verso il castelliere Flondar e giunge a Medeazza, dove abbiamo parcheggiato in mattinata la seconda auto. Escursione consigliata nel periodo autunnale.
Carta Tabacco 047, sentiero CAI 79, Dislivello positivo 450m, Dislivello negativo 300m, Lunghezza km 14, Tempo indicativo: 4h45m (escluse soste), Difficoltà E.

AbramoSchmid_mappa

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